Inaugurato il primo ponte stradale tra Russia e Corea del Nord, un collegamento strategico per entrambe le nazioni

07.09.2026 17:25
Inaugurato il primo ponte stradale tra Russia e Corea del Nord, un collegamento strategico per entrambe le nazioni

Inaugurato il primo ponte stradale tra Corea del Nord e Russia

Lunedì, è stato inaugurato il primo ponte stradale tra la Corea del Nord e la Russia con una cerimonia che ha incluso un taglio del nastro e fumogeni rossi, bianchi e blu. Il nuovo ponte collega la città nordcoreana di Tumangang, nel nord-est, a quella di Khasan, nell’estremo oriente russo. La struttura è lunga circa un chilometro e attraversa il fiume Tumen, situandosi un centinaio di metri a sud dell’unico ponte ferroviario esistente tra i due paesi, costruito durante l’era sovietica, noto come “ponte dell’amicizia”, riporta Attuale.

I regimi di Pyongyang e Mosca sostengono che il ponte sia destinato a scopi pacifici, come l’aumento del turismo e il miglioramento della cooperazione scientifica, culturale e commerciale, come affermato anche dal primo ministro russo Mikhail Mishustin durante l’inaugurazione. Tuttavia, ci si aspetta che la nuova arteria venga utilizzata anche per il trasporto di soldati e proiettili d’artiglieria nordcoreani, da cui la Russia ha ormai fatto affidamento per il suo impegno nella guerra in Ucraina.

Il ponte è intitolato a Yakov Novichenko, un ufficiale sovietico che avrebbe salvato Kim Il Sung durante un attentato del 1946, considerato dagli storici un momento cruciale per la fondazione della Corea del Nord. Il regime nordcoreano riconosce Novichenko come un eroe, essendo Kim Il Sung il fondatore del paese e nonno dell’attuale leader Kim Jong Un.

Dopo l’inaugurazione, diversi camion decorati con le bandiere russa e nordcoreana hanno attraversato il ponte. I camionisti nordcoreani, però, devono lasciare il loro carico oltre il confine, dove il trasporto prosegue su camion russi. Questo sistema, simile a quello utilizzato per gli scambi con la Cina, serve a minimizzare il contatto con l’esterno, in un contesto di alto livello di repressione interna.

Per la Corea del Nord, l’alleanza con la Russia si rivela strategica, poiché il regime ha impiegato gran parte dei proventi derivanti dalla vendita di armi per stimolare un’economia profondamente colpita dalle sanzioni internazionali e per modernizzare il proprio arsenale, attingendo modelli russi. Il trasporto su strada, inoltre, offre un vantaggio rispetto a quello ferroviario: le rotte stradali sono più difficili da monitorare tramite immagini satellitari, rendendo quindi più complicato per le autorità esterne rilevare gli scambi.

Il flusso di soldati nordcoreani in Russia rappresenta anche un’opportunità per il presidente russo Vladimir Putin, che sta fronteggiando problemi di reclutamento nell’esercito. Inviare soldati nordcoreani al fronte consente a Mosca di evitare una mobilitazione generale, che potrebbe compromettere il consenso politico di Putin a ridosso delle elezioni parlamentari del 18-20 settembre. Dal 2024, almeno 15.000 soldati nordcoreani sono stati impiegati a sostegno delle forze russe, inizialmente per contenere l’avanzata ucraina nella regione di Kursk, anche se si stima che circa un terzo di essi sia stato ucciso negli scontri.

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