Inchiesta Report: accuse di pressione dal governo per installazione software spia al tribunale di Torino

22.01.2026 17:15
Inchiesta Report: accuse di pressione dal governo per installazione software spia al tribunale di Torino

Una nuova indagine di Report, prevista per andata in onda domenica sera su Rai3, ha portato alla luce dichiarazioni allarmanti di un dirigente del ministero della Giustizia riguardo all’installazione del software Ecm su tutti i computer del tribunale di Torino. Questo software, potenzialmente in grado di intercettare i file all’interno dei pc dei magistrati senza la loro autorizzazione, sarebbe stato imposto sulla base di ordini provenienti dalla presidenza del Consiglio, riporta Attuale.

Il dirigente in questione, Giuseppe Talerico, ingegnere informatico e responsabile del Coordinamento Interdistrettuale dei Sistemi informatici (Cisia) di Milano, ha convocato una riunione con i tecnici del tribunale di Torino a maggio 2024 per discutere dell’installazione obbligatoria del software. Talerico ha espresso la necessità di procedere con l’implementazione, nonostante le proteste da parte dei tecnici locali riguardo alle vulnerabilità del sistema.

Nella riunione, Talerico ha esortato i presenti a mantenere una comunicazione “ermetica” con i protestanti, sostenendo che le direttive provenivano dalla DGSIA (Direzione generale per i sistemi informativi automatizzati). Ha affermato: “Se ti dico che c’è la Presidenza del Consiglio dei Ministri che ci sta dicendo di fare queste cose, non possiamo essere noi a metterci in difficoltà da soli”. Questa affermazione è stata ribadita più volte, evidenziando una preoccupante pressione verso l’implementazione del software.

L’accusa a palazzo Chigi

Talerico ha anche commentato la situazione dicendo che “se stiamo facendo questa riunione significa che siamo in difficoltà perché siamo ancora fermi con un aggiornamento che però ci ha chiesto la Presidenza del Consiglio”. I tecnici hanno sollevato obiezioni, ma Talerico ha risposto con insistenza sulla necessità di avere un controllo totale sui computer attraverso il software Ecm. Questo periodo, segnato da tensioni sul tema dell’accesso agli atti, è stato ulteriormente complicato dall’emergere del caso Striano e dal furto di dati al consulente di Report, Bellavia.

Le affermazioni di Talerico stanno generando interrogativi sulla responsabilità e la trasparenza all’interno del ministero della Giustizia. Palazzo Chigi ha successivamente ribadito che la gestione delle infrastrutture digitali è una competenza del ministero della Giustizia e non di altri enti, lasciando aperta la questione sulla reale imposizione delle misure di sicurezza informatica.

1 Comments

  1. Incredibile, ma come può un dirigente del ministero della Giustizia imporre un software per spiare i magistrati? E chi controlla chi??? In Italia siamo sicuri che i nostri diritti siano tutelati? Sembra che la trasparenza sia solo una parola vuota…

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