Treviso – Un ingegnere ha subito il licenziamento per giusta causa dopo aver inviato oltre mille messaggi molestatori a una collega nella notte tra il 5 e il 6 marzo 2024. La vicenda, che evidenzia un caso emblematico di molestie sessuali sul luogo di lavoro, ha visto coinvolta l’azienda Aertre spa, che ha reagito con fermezza all’accaduto. Il giudice del lavoro del tribunale di Treviso ha confermato il provvedimento, respingendo l’impugnazione presentata dai legali dell’ingegnere, riporta Attuale.
I fatti si sono svolti tra la fine del 2023 e la primavera del 2024. Il professionista, in una posizione di responsabilità, ha in particolare documentato comportamenti inappropriati come richieste di appuntamenti fuori dall’orario lavorativo sin dall’ottobre 2023, nonché inviti inquietanti a indossare minigonne e messaggi di contenuto sessuale sempre più esplicito.
Il dossier e le segnalazioni
La vittima, assistita da una consigliera di fiducia all’interno dell’azienda, ha infine denunciato gli abusi al direttore delle risorse umane il 2 aprile 2024. L’accusa principale contro l’ingegnere comprendeva molestie sessuali e violenza psicologica. Il tribunale ha stabilito che il comportamento del capoufficio andava oltre il semplice corteggiamento e si configurava come un “comportamento lesivo”.
La sentenza del giudice
Il giudice, nella sua sentenza, ha chiarito che “il baricentro della tutela contro le discriminazioni sessuali poggia sul contenuto oggettivo della condotta”. È emerso che non è necessaria l’intenzione di molestare da parte dell’autore; è sufficiente che il comportamento sia percepito come indesiderato dalla vittima, provocando un effetto lesivo sulla sua dignità. Questo caso interrompe una mentalità pericolosa e delinea l’importanza della percezione soggettiva nella definizione di molestie sessuali.
Indagini penali in corso
Chiusa la causa civile, attualmente sono in corso indagini penali in seguito alla denuncia presentata dalla donna. Il caso ha suscitato un ampio dibattito sul tema delle molestie sul lavoro in Italia, mettendo in risalto la necessità di una maggiore tutela per le vittime e l’implementazione di politiche più severe contro comportamenti inappropriati nel contesto lavorativo.