Incidente ferroviario di Brandizzo: processo imminente per disastro e omicidio colposo
A quasi tre anni dall’incidente ferroviario di Brandizzo (Torino), il tribunale di Ivrea ha fissato per fine settembre l’apertura dell’udienza preliminare. Le 24 richieste di rinvio a giudizio, incluse tre relative a società, coinvolgono crimini di disastro e omicidio colposo, riportano Attuale.
Nella notte tra il 30 e il 31 agosto 2023, un treno in corsa, diretto verso Torino e privo di passeggeri, ha travolto cinque operai della ditta Sigiferr, impegnati nella manutenzione di un binario. Secondo la ricostruzione dei pubblici ministeri, la squadra è stata messa al lavoro, per errore, pochi minuti prima che fosse prevista l’interruzione della circolazione. L’incidente è stato aggravato, secondo l’accusa, dalle “omissioni” del personale presente, tra cui un caposquadra dell’azienda e un capo tecnico di Rfi, e da violazioni delle norme di sicurezza, prevenzione, coordinamento, vigilanza e formazione.
Le accuse contro Gianpiero Strisciuglio, attuale amministratore delegato di Trenitalia e successore di Vera Fiorani, includono la trascuratezza rispetto al “fattore umano” nel documento di valutazione del rischio e la mancanza di aggiornamenti “immediati” dopo l’incidente. Tre delle richieste di rinvio a giudizio coinvolgono Rfi, il servizio di manutenzione Sigiferr (ora in liquidazione) e la bolognese Clf come appaltatrice.
I familiari delle cinque vittime esprimono indignazione in seguito alla notizia che Strisciuglio potrebbe assumere il ruolo di vertice a fronte di tali eventi. Lidia Orastella, madre di Giuseppe Aversa, una delle vittime, ha dichiarato: “Bell’esempio che dà lo Stato. Meno male che il ministro dei Trasporti (Matteo Salvini) aveva promesso trasparenza in sei mesi. Ora cosa fanno? Rimettono ai vertici chi era responsabile della morte dei nostri figli”. Massimo Laganà, padre di Kevin, il più giovane delle vittime, ha aggiunto: “Ormai non mi scandalizzo più. Piango ogni giorno sulla tomba di mio figlio e, intanto, loro sono ancora lì.”
Finora, il percorso verso il processo è stato segnato da difficoltà, con la procura costretta a operare in una situazione di cronica carenza di personale e mezzi. Inoltre, il palazzo di giustizia non dispone di spazi adeguati per gestire un numero così elevato di imputati e persone offese. Per l’udienza preliminare, il tribunale utilizzerà due aule collegate in videoconferenza.