Tragedia ferroviaria in Andalusia
Un terribile incidente ferroviario si è verificato in Andalusia, causando la morte di 39 persone e decine di feriti. Il disastro è avvenuto domenica 18 gennaio 2026, quando due treni, uno modello Iryo, diretto a Madrid, e un Alvia, in direzione Siviglia, si sono scontrati. Le autorità spagnole ipotizzano un possibile malfunzionamento tecnico, in particolare un «giunto saltato», riporta Attuale.
Il primo treno, Iryo, viaggiava a una velocità regolare, mentre il secondo treno, Alvia, viaggiava a oltre 205 km/h in un tratto recentemente ristrutturato. Il ministro dei Trasporti spagnolo, Óscar Puente, ha descritto l’accaduto come un incidente «strano e difficile da spiegare», considerando le recenti opere di manutenzione eseguite su quella linea.
Le indagini preliminari suggeriscono che il giunto incompleto abbia creato uno spazio tra le rotaie, portando al deragliamento del treno Iryo, che ha invaso il binario opposto. Il presidente di Renfe, Álvaro Fernández de Heredia, ha confermato che l’incidente si è svolto in un intervallo di tempo brevissimo, di soli 20 secondi, durante il quale nessun sistema di sicurezza ha potuto intervenire per arrestare il convoglio Alvia, che ha colpito l’Iryo quasi immediatamente.
L’incidente e le sue cause
È emersa l’ipotesi che il deragliamento sia stato causato da un giunto che, prima dell’incidente, si sia allentato formando uno spazio pericoloso tra le rotaie. Le prime carrozze del treno Iryo sarebbero riuscite a passare, ma l’ottava carrozza, che ha fatto da punto critico, ha provocato la catastrofe, coinvolgendo anche la sesta e la settima carrozza.
In questo contesto, il treno Iryo, un modello ETR 1000 Frecciarossa 1000 di Hitachi prodotto in Italia, trasportava 289 passeggeri, quattro membri dell’equipaggio e un macchinista. A sole quattro giorni dall’incidente, il treno aveva subito un controllo di manutenzione nelle officine di Renfe, a Santa Catalina, Madrid. Iryo è gestito in parte dallo Stato Italiano attraverso Ferrovie dello Stato e possiede una quota significativa anche della compagnia aerea Air Nostrum.