FIFA e Trump: polemiche e favoritismi nella gestione del calcio mondiale
La FIFA ha suscitato polemiche globali dopo aver sospeso la squalifica del calciatore statunitense Folarin Balogun, una decisione ritenuta influenzata da una richiesta diretta del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Questo episodio, avvenuto durante i Mondiali di calcio, ha scatenato reazioni dure da parte di diverse federazioni e istituzioni sportive nel mondo, riporta Attuale.
Secondo varie fonti, la sospensione della squalifica di Balogun, prevista per il match degli ottavi di finale contro il Belgio, è stata presa dopo che Trump ha contattato il presidente della FIFA, Gianni Infantino. Dopo le notizie sulla decisione, Trump ha espresso il suo apprezzamento attraverso il social Truth, affermando che la FIFA “ha fatto quel che era giusto” e ha riparato a “una grande ingiustizia”.
Trump e Infantino si sono conosciuti durante il primo mandato di Trump (2017-2021), ma la loro relazione si è intensificata dal 2025. Durante questo periodo, non sono mancati episodi controversi e inusuali che evidenziano i favoritismi nella gestione della FIFA.
Nel 2018, durante un incontro alla Casa Bianca, Infantino ha dimostrato il suo approccio adulatorio nei confronti di Trump, regalando al presidente un cartellino giallo e uno rosso, simboli dell’arbitraggio calcistico. Trump, dopo un iniziale imbarazzo, ha finto di usarli contro i giornalisti presenti, suscitando l’ilarità di Infantino.
Il presidente della FIFA è stato anche invitato da Trump a eventi politici, come la firma degli Accordi di Abramo nel settembre del 2020, dove ha tentato di giustificare la sua presenza con dichiarazioni sul ruolo unificante del calcio. Un anno dopo, Infantino ha persino ipotizzato un sogno di una Coppa del Mondo organizzata congiuntamente da Israele e i suoi vicini arabi.
Nell’ambito delle rielezioni di Trump, Infantino ha condiviso la sua visione ottimistica durante la cerimonia di insediamento, affermando che insieme avrebbero “fatto grande non solo l’America, ma il mondo intero”. In seguito, la FIFA ha aperto un ufficio nella Trump Tower di New York, sollevando interrogativi sulla trasparenza delle operazioni e dei contratti.
Infantino ha anche accettato di consegnare il trofeo del Mondiale per club direttamente a Trump, evitando di lasciare il palco durante le premiazioni, un comportamento che ha confuso i giocatori del Chelsea e imbarazzato i presenti. Analogamente, ha portato nel 2025 una copia del trofeo della Coppa del mondo alla Casa Bianca, permettendo a Trump di tenerla nonostante le regole restrittive.
Alla fine del 2025, Infantino ha creato un “Premio per la pace FIFA” per onorare l’impegno di Trump, allorché quest’ultimo non è stato premiato con il Nobel per la Pace. Questa iniziativa ha ulteriormente alimentato le critiche riguardo all’appropriata indipendenza della FIFA e alle strategie comunicative del suo presidente.