Blackout totale in Iran: le autorità reprimono la protesta
Il regime dell’ayatollah Ali Khamenei ha imposto un blackout totale a 92 milioni di iraniani, interrompendo ogni forma di comunicazione e bloccando l’accesso a Internet in risposta alle crescenti proteste che attraversano il Paese. Nonostante l’oscurità, i manifestanti continuano a mobilitarsi, esigendo la fine della Repubblica islamica, riporta Attuale.
Le ultime notizie da Teheran mostrano strade affollate da migliaia di persone che chiedono la caduta del regime. Le manifestazioni si sono intensificate, con segnalazioni di attacchi a edifici governativi e sedi di polizia a città come Tabriz, Rasht e Mashhad. Segni di violenza sono evidenti, con auto in fiamme e barricade erette per proteggere i manifestanti dalle cariche delle forze di sicurezza.
In medio a questo clima di repressione, emergono notizie drammatiche di persone uccise. Profili sui social media riportano l’assassinio di decine di manifestanti davanti a una stazione di polizia a Fardis, una città vicino a Karaj; tuttavia, la veridicità di tali informazioni non è ancora stata confermata.
Il blackout è stato imposto il giorno dopo che le autorità hanno minacciato misure draconiane contro chiunque tentasse di insorgere. Questo metodo di controllo sociale non è nuovo; in passato, durante le manifestazioni del 2019, le forze di Khamenei hanno ucciso oltre mille persone in soli tre giorni.
Nel mentre, l’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rinnovato minacce nei confronti del regime iraniano, avvertendo che gli Stati Uniti possono intervenire pesantemente se i manifestanti verranno uccisi. In un’intervista, Trump ha suggerito che Khamenei potrebbe considerare l’idea di fuggire verso Mosca, mentre il leader iraniano ha deriso le affermazioni dell’ex presidente, invitandolo a occuparsi dei problemi interni degli Stati Uniti.
In aggiunta, Turkish Airlines ha annullato cinque voli diretti a Teheran, segnalando le crescenti difficoltà di viaggio in un contesto di crescente instabilità e repressione.