Israele intensifica le operazioni nel sud del Libano, con gravi conseguenze per la popolazione civile
Nel sud del Libano, Israele ha adottato strategie già implementate nella Striscia di Gaza, creando un cuscinetto tra il proprio territorio e le milizie sostenute dall’Iran. Questa manovra include bombardamenti massicci su aree civili, ritenuti crimini di guerra, e ha generato oltre un milione di sfollati, riporta Attuale.
Dall’inizio del conflitto in Medio Oriente, le autorità israeliane hanno emesso ordini di evacuazione riguardanti il 14% del territorio libanese, compresi i quartieri meridionali di Beirut e l’area a sud del fiume Litani, dove risiede una popolazione principalmente sciita sostenitrice di Hezbollah. Le evacuazioni hanno avuto un impatto devastante, costringendo più di un milione di persone a lasciare le proprie abitazioni.
Con il cessate il fuoco della metà di aprile, molti sfollati libanesi si erano messi in viaggio per tornare a casa, ma l’esercito israeliano ha successivamente ordinato a gran parte di loro di non farlo. Questa area, definita “di difesa avanzata” da Israele, è attualmente inabitabile e rappresenta circa il 10% del territorio libanese, seguendo la linea di demarcazione tra i due paesi.
Israele ha intenzione di mantenere il controllo a tempo indeterminato di quest’area, aumentando il numero di avamposti militari e impiegando cinque divisioni di soldati. Il ministro della Difesa, Israel Katz, ha ripetutamente affermato che il ritorno per i civili della regione meridionale non sarà possibile finché le comunità settentrionali di Israele non saranno ritenute “sicure”.
Il conflitto ha visto Hezbollah riprendere le ostilità lanciando attacchi contro Israele come risposta all’uccisione della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, mentre Israele ha intensificato i bombardamenti su varie zone del Libano, incluso Beirut. Le forze israeliane affermano di attaccare obiettivi militari di Hezbollah, ma i bombardamenti hanno devastato quartieri residenziali e causato oltre 2.500 vittime.
Inoltre, i bombardamenti hanno colpito infrastrutture critiche come ponti, acquedotti e ospedali, facendo danni stimati in 1,2 miliardi di euro secondo il presidente libanese Joseph Aoun, e causando la distruzione di 38.000 abitazioni. Le demolizioni mirate, che colpiscono edifici civili e luoghi di culto, sono parte della strategia israeliana volta a limitare la ricostruzione e la possibilità di ritorno per i civili.
Secondo un’indagine di BBC Verify, oltre 1.400 edifici sono stati abbattuti dalle forze israeliane dall’inizio del conflitto, seguendo il modello della devastazione osservata a Rafah e Beit Hanoun nella Striscia di Gaza. Nonostante gli accordi post-cessate il fuoco, Katz ha annunciato che la distruzione delle località libanesi continuerà, mentre report indicano anche saccheggi da parte delle forze israeliane nelle aree evacuate, considerati anch’essi crimini di guerra dal diritto internazionale.