Israele propone l’emirato di Hebron: piano per frammentare la Cisgiordania

25.07.2026 18:05
Israele propone l'emirato di Hebron: piano per frammentare la Cisgiordania

I piani di frammentazione della Cisgiordania da parte di Israele: un Emirato per Hebron?

Il governo israeliano ha intensificato negli ultimi anni i suoi sforzi per frammentare la Cisgiordania, intervenendo sulla presenza dei circa 3,4 milioni di palestinesi e cercando di interrompere la continuità territoriale tra le città palestinesi. Questo approccio pone in discussione l’idea di una soluzione a due stati come metodo per risolvere il conflitto, sempre più considerata irrealistica, sia da parte israeliana che palestinese, riporta Attuale.

Un progetto specifico riguarda Hebron, la città più popolosa della Cisgiordania, dove si prevede la creazione dell’Emirato di Hebron, un’entità autonoma separata dal resto della Cisgiordania, ma coordinata con Israele.

A differenza di altri piani, l’iniziativa è emersa da alcune figure rappresentative dei clan palestinesi di Hebron, che da febbraio 2025 hanno avviato colloqui con il ministro dell’Economia israeliano Nir Barkat, presentando una lettera destinata al Primo Ministro Benjamin Netanyahu.

Barkat, esponente del Likud, è un sostenitore dei coloni in Cisgiordania e ha partecipato recentemente a manifestazioni organizzate dall’estrema destra israeliana per la costruzione di colonie nella Striscia di Gaza.

La lettera, firmata da cinque sceicchi palestinesi, tra cui Wadi al Jaabari, noto anche come Abu Sanad, prometteva che l’Emirato di Hebron riconoscerà Israele come “Stato nazionale del popolo ebraico”, esprimendo un linguaggio senza precedenti nella politica palestinese. I firmatari garantivano anche l’adesione agli Accordi di Abramo, normalizzando i rapporti tra Israele e alcuni paesi arabi.

In cambio, Israele avrebbe riconosciuto l’Emirato come unico rappresentante dei palestinesi di Hebron, permettendo a mille residenti di lavorare in Israele, con la possibilità di espandere questo numero fino a 50.000. Tuttavia, dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023, Israele ha revocato i permessi lavorativi per molti palestinesi della Cisgiordania.

Il governatore palestinese di Hebron, Khaled Dudin, ha dichiarato che non esiste alcuna possibilità che il progetto dell’Emirato di Hebron diventi realtà. In un’intervista, ha affermato che i clan hanno preso le distanze dai firmatari, sottolineando che gli abitanti di Hebron non accetteranno mai la separazione dalla loro patria e non riconosceranno altre leadership oltre quella dell’Autorità nazionale palestinese.

La reazione è stata immediata: l’automobile di Wadi al Jaabari è stata incendiata, ritenuta un avvertimento nei confronti dei firmatari della lettera.

Nel contesto politico, il termine “Emirato” evoca gli Emirati Arabi Uniti, un modello di governance che molti vedono come incompatibile con le aspirazioni palestinesi. L’idea di una frammentazione della Palestina è stata per la prima volta avanzata dall’accademico israeliano Mordechai Kedar, proponendo una soluzione a otto stati governati localmente da clan.

Dudin ha denunciato il progetto come parte di uno schema più ampio del governo Netanyahu, che cerca di distruggere qualsiasi possibilità di soluzione a due stati. Con circa un terzo della popolazione della Cisgiordania residente nella regione di Hebron, ogni tentativo di proclamare questa area come un Emirato è visto come un passo verso l’irreversibile disintegrazione delle aspirazioni nazionali palestinesi.

In questo clima, Israele continua a costruire colonie, che secondo il diritto internazionale sono considerate illegali. Questi sforzi mirano a creare realtà territoriali che rendano sempre più difficile una futura soluzione diplomatica e politica al conflitto.

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