Israele inizia a far sbarcare attivisti della Global Sumud Flotilla al porto di Ashdod

20.05.2026 13:25
Israele inizia a far sbarcare attivisti della Global Sumud Flotilla al porto di Ashdod

Israele inizia lo sbarco degli attivisti della Global Sumud Flotilla ad Ashdod

Mercoledì mattina, la marina di Israele ha iniziato a far sbarcare nel porto israeliano di Ashdod alcuni degli attivisti della Global Sumud Flotilla che erano stati intercettati nelle scorse ore. Gli altri attivisti dovrebbero arrivare nel corso della giornata, riporta Attuale.

Il ministero degli Esteri italiano ha reso nota la situazione, specificando di essere in contatto con i funzionari israeliani e di aver insistito affinché gli attivisti italiani possano rientrare il prima possibile. Secondo le informazioni disponibili, le persone fermate saranno trasferite in una struttura per le procedure di identificazione e successivamente “messe in grado di ripartire”. Il ministero ha comunicato che ci sono 27 attivisti italiani trattenuti, mentre la Global Sumud Flotilla ha affermato che il numero è di 29; tra questi figurano il deputato del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto e il giornalista del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovano.

Nei giorni scorsi, gli attivisti della Flotilla hanno criticato la gestione del caso da parte del ministero degli Esteri. Il team legale che assiste la delegazione italiana ha inviato una diffida alla Farnesina e ad altre autorità, chiedendo di attivarsi immediatamente per chiarire dove fossero stati portati gli attivisti e in quali condizioni si trovassero, oltre a sollecitarne la liberazione.

Nel frattempo, la Global Sumud Flotilla ha formalmente depositato un esposto per sequestro di persona riguardo ai fatti accaduti il 29 aprile e il 18 e 19 maggio, quando alcune unità della marina militare israeliana hanno intercettato e abbordato la flottiglia in acque internazionali.

Anche la precedente spedizione della Flotilla, avvenuta lo scorso autunno, si era conclusa con l’intercettazione delle barche da parte di Israele, la detenzione ad Ashdod e infine l’espulsione degli attivisti. Molti di loro hanno successivamente raccontato di aver subito abusi fisici e psicologici durante la detenzione da parte di Israele, e la procura di Roma ha avviato diverse indagini in merito.

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