La centrale nucleare di Zaporizhzhia senza energia elettrica da tre giorni dopo bombardamento russo

27.09.2025 13:45
La centrale nucleare di Zaporizhzhia senza energia elettrica da tre giorni dopo bombardamento russo

La centrale nucleare di Zaporizhzhia senza energia elettrica da tre giorni dopo attacco russo

La centrale nucleare di Zaporizhzhia, situata nel sud-est ucraino e sotto occupazione russa, è rimasta senza energia elettrica per tre giorni a causa di un bombardamento che ha colpito la linea di collegamento con la rete ucraina. La società ucraina Energoatom ha segnalato che la situazione è critica, poiché i generatori diesel di emergenza attivati non possono garantire a lungo termine le necessità dell’impianto e, di conseguenza, la sua sicurezza, riporta Attuale.

Dal settembre 2022, la centrale non produce elettricità, mantenendo attivo solo il sistema di raffreddamento, essenziale per prevenire la produzione incontrollata di vapore che potrebbe portare a un’esplosione. Energoatom ha descritto la situazione come «critica», mentre Rafael Grossi, direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), ha espresso forte preoccupazione.

Secondo le informazioni disponibili, la rete elettrica è stata danneggiata martedì alle 17 in un’area sotto controllo russo, e il quotidiano Kyiv Independent ha indicato che i responsabili dell’attacco sarebbero gli stessi russi. La Russia non ha fornito commenti dettagliati sull’accaduto, ma ha informato l’AIEA di avere a disposizione carburante sufficiente per alimentare i generatori per 20 giorni. Tuttavia, Grossi avverte che la mancanza di energia elettrica esterna «aumenta la probabilità di un incidente nucleare».

La centrale di Zaporizhzhia, la più grande d’Europa, conta sei reattori che, prima dell’inizio della guerra, fornivano metà dell’energia nucleare ucraina e circa un quinto del fabbisogno elettrico dell’intero paese. Situata lungo le rive del fiume Dnipro, la centrale ricade a 50 chilometri dalla città di Zaporizhzhia e vicino alla cittadina di Enerhodar, con la linea del fronte che separa le forze russe da quelle ucraine.

Da quando è stata fermata la produzione di elettricità, cinque dei sei reattori sono stati progressivamente portati in cold shutdown, riducendo al minimo le reazioni nel combustibile radioattivo. Dall’inizio dell’invasione russa, la centrale ha subito altri nove blackout parziali o totali, a causa di combattimenti e bombardamenti, creando allerta sia tra le autorità ucraine che internazionali.

Il disastro di Chernobyl del 1986 viene spesso citato nelle discussioni sui rischi associati alla centrale di Zaporizhzhia, nonostante tutti gli esperti escludano la possibilità di un incidente di grande portata. Resta, tuttavia, il rischio di incidenti minori, sebbene siano contenuti.

L’Ucraina ha richiesto ripetutamente la restituzione della centrale e la demilitarizzazione della zona, ma la Russia ha rifiutato. Recentemente, ha espresso la volontà di riattivare l’impianto. Nel mese di aprile, sono emerse anche proposte da parte degli Stati Uniti per garantire il ritorno del controllo della centrale all’Ucraina, sotto supervisione americana, con la distribuzione dell’energia sia in Russia che in Ucraina.

1 Comments

  1. Incredibile come la guerra possa danneggiare qualcosa di così delicato come una centrale nucleare. Spero che trovino una soluzione veloce prima che succeda qualcosa di irresponsabile. La sicurezza per tutti è prioritaria, ma qui sembra che non si pensi al bene comune.

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