La chiusura di Novaya Gazeta segna la fine dell’ultimo giornale indipendente in Russia

30.10.2026 11:25
La chiusura di Novaya Gazeta segna la fine dell'ultimo giornale indipendente in Russia

Novaya Gazeta chiude definitivamente il 9 novembre sotto la pressione del regime russo

Novaya Gazeta, l’ultimo giornale indipendente della Russia, ha annunciato la chiusura definitiva della sua edizione russa prevista per il 9 novembre. In un comunicato, la redazione ha affermato: «Ci hanno ucciso», attribuendo la responsabilità della chiusura alla crescente repressione del regime di Vladimir Putin, riporta Attuale.

Fondato da Dmitri Muratov, il giornale è stato un baluardo dell’opposizione al regime di Putin e ha sempre denunciato l’invasione russa dell’Ucraina. Muratov, uno dei principali giornalisti del paese, ha ricevuto il premio Nobel per la Pace nel 2021 per il suo impegno nel giornalismo d’inchiesta. Novaya Gazeta ha avuto al suo vertice figure emblematiche come Anna Politkovskaja, a cui il giornale è particolarmente legato, essendo stata uccisa nel 2006 per le sue inchieste scomode.

Nel corso degli anni, Novaya Gazeta ha subito pressioni costanti dal regime, evidenziate dall’omicidio di sei giornalisti e collaboratori dal 2000 a oggi. Negli ultimi anni, queste pressioni sono aumentate, soprattutto dopo che il giornale ha espresso la sua opposizione alla guerra in Ucraina. Nel settembre 2022, le autorità russe hanno revocato la sua licenza di pubblicazione e successivamente il sito web è stato oscurato.

Malgrado queste difficoltà, Novaya Gazeta ha mantenuto un attività sui social media e ha continuato a pubblicare edizioni speciali in forma limitata. Due terzi della redazione si sono trasferiti in Lettonia, dando vita a Novaya Gazeta Europe, una versione internazionale del giornale, mentre circa trenta giornalisti, compresi Muratov e il suo successore Sergei Sokolov, hanno scelto di rimanere a Mosca per continuare il lavoro da lì.

Nel mese di settembre, il governo russo ha inserito Novaya Gazeta nella lista degli “agenti stranieri”, una qualifica che comporta severe restrizioni, incluso il divieto di ricevere finanziamenti pubblicitari, essenziali per la sopravvivenza del giornale. La pressione è aumentata ad ottobre, con l’arresto temporaneo di Sokolov e l’intimazione di sfratto per la sede storica del giornale.

Il 26 ottobre la redazione si è riunita per l’ultima volta, dichiarando di non avere più i mezzi per continuare le pubblicazioni. «Le autorità russe e i servizi speciali hanno costretto la redazione a porre fine al suo lavoro», si legge nel comunicato finale. Fotografie dei giornalisti che abbandonano gli uffici sono emerse online, segnalando la chiusura di un’era per il giornalismo d’opposizione in Russia e commemorando le vite perse nella lotta per la verità.

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