Le abitudini alimentari di Trump tra fast food e sicurezza
Sull’Air Force One sono state avvistate numerose confezioni di McDonald’s, un’abitudine alimentare che il presidente degli Stati Uniti ha reso quasi un rito durante i viaggi. Secondo quanto riportato da Robert F. Kennedy Jr., segretario alla Salute durante l’amministrazione Trump, il presidente si affida a catene di fast food per evitare l’intossicazione alimentare, come raccontato in un’intervista recente, riporta Attuale.
Kennedy ha dichiarato che il consumo di fast food si intensifica quando Trump è in viaggio, evidenziando la sua preferenza per le grandi catene nazionali rispetto ai ristoranti locali, che sono considerati più rischiosi. Tuttavia, non ha esitato a contraddire se stesso, affermando che Trump “mangia molto bene” nella maggior parte dei casi.
In un’intervista precedente, Kennedy aveva espresso un’opinione nettamente diversa riguardo alla dieta del presidente, definendola “davvero pessima” e paragonando il cibo consumato durante la campagna elettorale a un veleno. Nonostante ciò, ora sostiene che, quando si trova a Mar-a-Lago o alla Casa Bianca, la situazione cambia notevolmente, con un’offerta di cibi freschi e di provenienza locale.
Tuttavia, l’affermazione di un consumo di fast food solamente in occasioni particolari appare discutibile, considerando che, secondo uno studio del White House Transition Project, i presidenti americani trascorrono in media circa 100 giorni all’anno in viaggio, il che rende il consumo di fast food un fenomeno tutt’altro che occasionale.
Trump difende la sua assunzione di cibo veloce come una questione di gusto personale. Durante la sua campagna elettorale, si è mostrato a proprio agio in un McDonald’s, servendo patatine e identificandosi con questo aspetto della sua persona pubblica.