Il governo italiano pronto a chiamare alle armi i 17enni in caso di conflitto
Palermo, 25 aprile 2026 – Il governo italiano ha attivato il meccanismo per convocare i giovani di 17 anni “in età da militare”, poiché la leva militare obbligatoria è solo sospesa e non abolita. I Comuni vengono incaricati di inviare al ministero della Difesa i nominativi dei giovani che compiono 17 anni, che vengono automaticamente iscritti nelle liste dei richiamabili all’obbligo di leva militare, riporta Attuale.
Inoltre, le amministrazioni locali possono segnalare la volontà dei giovani di non prendere parte al servizio militare, permettendo loro di dichiararsi obiettori di coscienza e rendendosi disponibili a forme di difesa nonviolenta.
Il sindaco di Capaci, Pietro Puccio, ha chiarito questi aspetti durante un’assemblea cittadina intitolata “Venti di guerra. Conflitti e prospettive di pace”, dove ha annunciato che, come primo comune in Italia a farlo, informerà i giovani interessati a questa possibilità e si impegna a trasmettere eventuali dichiarazioni al ministero della Difesa.
Puccio ha sottolineato che non solo i diciassettenni sono richiamabili; tutti gli uomini tra i 18 e i 45 anni rientrano in questa categoria in caso di conflitto. Per escludersi da queste liste, è sufficiente inviare una comunicazione formale al sindaco, richiedendo che accanto al proprio nominativo venga annotata la qualifica di obiettore di coscienza disponibile al servizio civile.
Intervistato da mgenews.it, Puccio ha spiegato: “Non è un invito all’obiezione, ma un atto di informazione doveroso in un momento in cui la guerra sembra essere tornata a essere un’opzione ‘normale’ nel dibattito pubblico. Rivendicare il diritto a difendere il Paese senza imbracciare le armi è un atto di profonda coerenza costituzionale”.
Il sindaco ha inoltre ribadito che questa iniziativa non è solo un’opzione per Capaci: “Qualunque amministrazione comunale in Italia può e deve accogliere queste richieste. Non serve una legge speciale; ogni sindaco ha il potere e il dovere di trasmettere queste volontà al ministero della Difesa”.
Infine, Puccio ha affermato che non è necessario coinvolgere il Comune per dichiararsi obiettori di coscienza: “Chiunque rientri nei possibili richiamati può scrivere una e-mail al sindaco attraverso l’indirizzo pubblico presente sul sito del proprio comune. La dichiarazione può essere semplificata dicendo: ‘Chiedo che nella lista di leva, accanto al mio nome, venga indicato che sono obiettore di coscienza e desidero svolgere, in caso di conflitto, servizio civile a difesa della patria, quindi non armato'”.