In Italia, il servizio militare di leva non è stato abolito, ma è solamente sospeso. Pertanto, i Comuni devono continuare a inviare annualmente al Ministero della Difesa gli elenchi dei 17enni. In questo contesto, il Comune di Capaci ha adottato un’iniziativa originale, riporta Attuale.
Capaci e l’obiezione di coscienza
Capaci, nei pressi di Palermo, è il primo Comune a raccogliere anticipatamente le dichiarazioni di obiezione di coscienza in previsione di un’eventuale leva militare. Il sindaco Pietro Puccio, durante un’assemblea cittadina intitolata “Venti di guerra. Conflitti e prospettive di pace”, ha invitato la popolazione a esprimere fin da ora la propria scelta: servizio civile anziché servizio militare, nel caso in cui l’Italia dovesse ripristinare la leva obbligatoria.
Gli elenchi dei “richiamabili”
L’iniziativa trae origine da una considerazione poco nota: nonostante il servizio di leva sia sospeso, i Comuni devono continuare a trasmettere annualmente al Ministero della Difesa gli elenchi dei diciassettenni, inseriti tra i “richiamabili” in caso di leva attiva. Il sindaco di Capaci propone di affiancare a queste liste una dichiarazione preventiva di chi intende scegliere l’obiezione di coscienza. L’iniziativa si estende anche agli adulti tra i 18 e i 45 anni. «Non voglio incentivare l’obiezione», ha precisato il sindaco al quotidiano Avvenire, «ma informare che esiste una strada».
Militare solo sospeso, non abolito
Attualmente, una dichiarazione anticipata non ha valore giuridico vincolante, poiché l’obiezione di coscienza è riconosciuta solo al momento della chiamata alle armi, seguendo procedure stabilite. Di conseguenza, l’iniziativa di Capaci ha soprattutto un significato simbolico e politico. In Italia, la leva obbligatoria non è stata abolita, ma solo sospesa dal 2005, durante il governo di Silvio Berlusconi. Questo implica che potrebbe essere riattivata mediante decreto in caso di guerra o grave crisi, motivo per cui le liste comunali continuano a esistere. Qualora il servizio fosse ripristinato, rimarrebbe comunque l’opzione di scegliere il servizio civile come alternativa.
L’invito agli altri sindaci
«Ognuno di noi, nel suo piccolo, ha il dovere di scendere in campo per la pace», ha dichiarato Puccio, che invita anche gli altri sindaci a seguire il suo esempio. «Finora non ho ricevuto risposte istituzionali», ha aggiunto, «ma sono contento perché molte associazioni mi hanno contattato. Qualcosa si muove».