Il conflitto tra Russia e Ucraina continua a rappresentare una drammatica costante nel panorama geopolitico europeo. Negli ultimi giorni, Vladimir Putin ha mantenuto una posizione ambigua, caratteristica della sua strategia diplomatica, mentre il portavoce Dmitry Peskov ha accennato a «modeste tendenze» verso una possibile risoluzione. Tuttavia, il futuro sembra già delineato: o pace russa, o guerra prolungata, con un chiaro riferimento al «cattivo» ruolo dell’Europa, riporta Attuale.
Il contesto storico evidenzia come la Russia non abbia mai dimostrato un reale interesse per una pace duratura. Ricordiamo il fallimento del formato Normandia nel 2014 e gli accordi di Minsk, mai attuati, dovuti anche all’occupazione russa di territori ucraini. Anche le proposte di garanzie di sicurezza avanzate da Mosca nel dicembre 2021 non hanno portato a risultati significativi, con il Cremlino che ha preteso un’accettazione globale senza considerare i dettagli.
In seguito all’invasione russa, si sono svolti tre incontri tra il 28 febbraio e il 7 marzo 2022 in Bielorussia. Volodymyr Zelensky ha proposto negoziati diretti, ma il Cremlino non ha mai risposto. Durante i primi colloqui di Istanbul, l’Ucraina si è dichiarata disponibile a una neutralità, mentre le garanzie promettevano sicurezza da parte dei membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’ONU.
Le richieste successive includono una limitazione delle forze armate ucraine, ma si sono intensificate dopo la strage di Bucha. Accuse reciproche hanno continuato a caratterizzare le relazioni, con la Russia che ha costantemente incolpato l’Occidente di aver sabotato accordi che erano pronti per la firma. Nella primavera del 2024, Putin ha utilizzato il pretesto del mandato presidenziale scaduto di Zelensky per giustificare il rifiuto a negoziare.
Un Armistizio Provvisorio
La situazione ha ripreso contorni di instabilità con l’elezione di Donald Trump, il 11 marzo 2025, quando l’Ucraina ha accettato un armistizio di trenta giorni proposto dagli Stati Uniti. Il segretario di Stato Marco Rubio ha affermato che ora spetta alla Russia risolvere questioni logistiche prima di accettare il cessate il fuoco, un rifiuto mascherato che non ha portato a cambiamenti concreti.
La controproposta russa di fermare gli attacchi alle infrastrutture energetiche è stata seguita da bombardamenti intensi. La tregua proposta il 19 aprile è stata vista come una manovra per guadagnare tempo con Trump, ma entrambe le parti si sono accusate di violazioni.
Attualmente, si è tornati a Istanbul, dove un incontro tra Putin e Zelensky era atteso, ma il presidente russo ha declinato, citando il mandato scaduto di Zelensky. Le delegazioni hanno raggiunto solo un accordo su questioni umanitarie, mentre il capo negoziatore russo, Vladimir Medinsky, ha ribadito la disponibilità della Russia a combattere finché non raggiunga i suoi obiettivi strategici.
Il 19 maggio, Putin ha dichiarato che l’obiettivo principale della Russia è l’«eliminazione delle cause fondamentali» della crisi e il raggiungimento di tutti gli obiettivi dell’«Operazione militare speciale». L’ex presidente Dmitry Medvedev ha scritto su Telegram che «i colloqui di Istanbul serve per garantire la nostra rapida vittoria e la completa distruzione del regime neonazista».