La Francia ostacola il rinnovo delle sanzioni europee contro la Russia chiedendo l’esenzione per Usmanov
La Francia sta bloccando il rinnovo semestrale delle sanzioni europee contro la Russia, introdotte nel 2022 dopo l’invasione dell’Ucraina. Parigi richiede l’esenzione per l’oligarca russo Alisher Usmanov, noto per i suoi legami con il regime di Vladimir Putin, riporta Attuale.
Questa richiesta non è nuova; in passato, la mancanza di consenso per il rinnovo era stata provocata da paesi come Ungheria e Slovacchia, governati da leader con posizioni favorevoli a Mosca. Tuttavia, la posizione della Francia, solitamente considerata un alleato dell’Ucraina, ha suscitato sorpresa e preoccupazione tra i diplomatici europei.
Le sanzioni europee colpiscono circa 3.000 individui e entità accusate di sostenere il regime russo, impedendo loro l’ingresso nell’Unione e congelando i loro beni. Il rinnovo delle sanzioni deve essere approvato all’unanimità dai membri dell’Unione, e sebbene dovessero scadere il 15 settembre, sono state prolungate di una settimana per consentire ulteriori trattative.
Media internazionali riferiscono che la richiesta della Francia potrebbe essere legata a un’intesa con l’Azerbaigian riguardo alla liberazione di due cittadini francesi detenuti a Baku. Usmanov, imprenditore russo di origini uzbeke, è un attore significativo in Asia centrale, e la pressione per la sua esenzione dalle sanzioni è sostenuta tanto dal presidente turco Erdoğan quanto dal presidente azero Aliyev.
In pratica, Francia cerca di convincere l’Unione Europea a revocare le sanzioni contro Usmanov in cambio della liberazione dei due cittadini francesi. Un diplomatico azero ha però negato che il suo paese stia cercando di influenzare le decisioni europee.
Le sanzioni furono imposte a Usmanov a causa dei suoi legami con Putin e Medvedev, quest’ultimo ex presidente e primo ministro della Russia. Usmanov è proprietario di Kommersant, un quotidiano finanziario russo, e possiede anche MegaFon e Metalloinvest, tutte attività che contribuiscono all’economia russa. Egli ha sempre rifiutato di essere definito un “oligarca”.
Dal 2008, Usmanov è presidente della Federazione internazionale di scherma, ma a causa delle sanzioni del 2022 non esercita attivamente il ruolo, avendo comunque ricevuto un rinnovo nel 2024.
Questa situazione potrebbe stabilire un pericoloso precedente. Critiche all’approccio della Francia si fanno sentire, con europarlamentari che avvertono dei rischi di utilizzare le sanzioni come strumenti di scambio per fini politici. Inoltre, alcuni funzionari temono che i governi possano usare le sanzioni come strumenti per interessi nazionali piuttosto che come misure di politica estera coerenti.
In alternativa, due diplomatici coinvolti nei negoziati hanno suggerito di mantenere Usmanov nella lista delle sanzioni, ma di allentare le misure nei suoi confronti come compromesso per superare l’attuale stallo.