La Francia vieta l’ingresso al ministro israeliano Bezalel Smotrich per il suo sostegno all’annessione della Cisgiordania

09.06.2026 17:15
La Francia vieta l’ingresso al ministro israeliano Bezalel Smotrich per il suo sostegno all'annessione della Cisgiordania

Francia vieta l’ingresso al ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich

Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha annunciato che la Francia impedirà l’ingresso nel proprio territorio al ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich a causa del suo sostegno all’annessione della Cisgiordania, un territorio palestinese occupato illegalmente attraverso la costruzione di colonie. La misura sanzionatoria del governo francese è estesa a quattro leader israeliani del movimento delle colonie e a 21 coloni, riporta Attuale.

La Francia diventa il decimo paese occidentale a emettere un divieto di ingresso per Smotrich, seguendo le orme di Spagna, Regno Unito, Canada, Nuova Zelanda, Australia, Norvegia, Slovenia, Irlanda e Paesi Bassi. Questi paesi avevano precedentemente imposto sanzioni simili anche contro un altro membro dell’attuale governo israeliano, il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir. La Francia non ha applicato il divieto a Ben Gvir in questa occasione, ma lo aveva già fatto a fine maggio, dopo la diffusione di un video in cui Ben Gvir si mostrava sprezzante nei confronti degli attivisti della Global Sumud Flotilla detenuti in Israele con metodi brutali.

Lunedì sera, è emerso che Ben Gvir è attualmente sotto indagine dalla procura di Roma con l’accusa di tortura e sequestro di persona, in relazione alle violenze e ai gravi abusi fisici e psicologici denunciati da molti attivisti della Flotilla, sia durante l’intercettazione delle barche sia durante la loro successiva detenzione in Israele, che si è conclusa con la loro espulsione.

Smotrich e Ben Gvir rappresentano l’ala più estrema della destra nel governo del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. I loro atteggiamenti sono caratterizzati da posizioni radicali e apertamente razziste. Entrambi negano l’esistenza di un popolo palestinese e sostengono che la Cisgiordania e la Striscia di Gaza debbano essere parte di un più vasto stato ebraico.

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