Italia invia la fregata Martinengo a Cipro dopo attacco iraniano
Giovedì il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha annunciato l’invio della fregata Martinengo a Cipro, isola dell’Unione Europea colpita dall’Iran due giorni prima. La Martinengo, già salpata dalla base navale di Taranto, è equipaggiata con circa 160 marinai che lavoreranno insieme ai team delle navi di altri paesi europei, tra cui Francia, Spagna e Paesi Bassi, che partecipano alla missione, riporta Attuale.
Questa non è la prima missione della fregata Martinengo, che nel 2024 aveva già partecipato all’operazione Aspides nel Mar Rosso per proteggere le navi commerciali dagli attacchi degli Houthi.
La MARTINENGO è intitolata a Federico Martinengo, marinaio e aviatore deceduto in guerra il 9 settembre 1943, e fa parte del programma italo-francese FREMM (fregate europee multi-missione). Le fregate, solitamente più piccole di portaerei e cacciatorpediniere, svolgono ruoli cruciali nella difesa, come la caccia ai sommergibili e la scorta di navi più grandi.
Costruita negli stabilimenti di Fincantieri in Liguria e varata nel 2017, la fregata Martinengo misura 144 metri di lunghezza e 20 di larghezza, può raggiungere una velocità massima di circa 27 nodi (50 chilometri all’ora) ed è dotata di cannoni MCGS, prodotti dalla Leonardo, capaci di sparare fino a 120 colpi al minuto.
È equipaggiata con il sistema missilistico SAAM-ESD, che protegge non solo la nave ma anche quelle circostanti, grazie ai missili Aster 15 e Aster 30, con gittate massime rispettivamente di 30 e 120 chilometri. Questi missili possono colpire aerei, droni e missili anti-nave, assistiti da un radar avanzato prodotto da Leonardo, con un raggio di 250 chilometri e capace di seguire oltre trecento bersagli contemporaneamente.
Oltre ai cannoni, il sistema d’attacco include il SSGWS e il Marte. Il Teseo, missile anti-nave del sistema SSGWS, può colpire a 180 chilometri di distanza e vola a bassa quota per sfuggire ai radar. I missili Marte, più leggeri, vengono lanciati da elicotteri imbarcati sulla Martinengo.
Il motto della fregata, “sufficit animus”, tradotto come «basta il coraggio», ha origini latine e rimanda a Seneca, divenendo noto in ambito militare per merito di Gabriele D’Annunzio all’inizio del Novecento.