Il governo tedesco ha recentemente comunicato che interromperà l’autorizzazione per l’esportazione di armi dirette verso Israele, in particolare quelle che potrebbero essere utilizzate nella Striscia di Gaza. Questa decisione è motivata dall’approvazione da parte delle autorità israeliane di un piano per una presenza militare nella città di Gaza, riporta Attuale. La sospensione comprende anche l’invio di altri materiali e attrezzature militari. Tuttavia, le esportazioni di armi potrebbero continuare se il governo tedesco stabilisse che non esiste il rischio di un uso in Gaza, sebbene non sia chiaro quali criteri verranno applicati per tale valutazione.
Non si tratta della prima nazione europea a prendere una simile decisione, dato che negli ultimi due anni anche Spagna, Regno Unito e Slovenia hanno adottato misure variabili in tal senso. Tuttavia, la scelta della Germania è particolarmente significativa poiché rappresenta il secondo maggiore esportatore di armi verso Israele, dopo gli Stati Uniti. Inoltre, i governi tedeschi hanno tradizionalmente mantenuto un rapporto molto stretto con Israele per motivi storici, evitando frequentemente di criticarne le azioni. Questo sostegno quasi incondizionato ha iniziato a diminuire negli ultimi mesi.
Il governo tedesco ha espresso il suo sostegno alla campagna di Israele contro Hamas, evidenziando l’importanza dei negoziati per un cessate il fuoco. Tuttavia, ha indicato che il piano israeliano per l’occupazione di Gaza rende tale obiettivo meno accessibile. Nel comunicato emesso per annunciare la decisione, viene richiesta a Israele un’attenzione maggiore agli aiuti destinati alla popolazione di Gaza, evitando scelte che potrebbero portare all’annessione della Cisgiordania, un altro territorio parzialmente governato da autorità palestinesi. L’insediamento di coloni israeliani in Cisgiordania è considerato illegale secondo il diritto internazionale.
A maggio, il governo tedesco aveva riferito che tra il 7 ottobre 2023 e quel momento il valore delle consegne di armi a Israele ammontava a 485 milioni di euro. Durante parte di questo periodo, le esportazioni erano state sospese a causa di un’azione legale contro la Germania avanzata dal Nicaragua alla Corte internazionale di giustizia, nonché da un’altra causa presentata a un tribunale tedesco da cinque cittadini palestinesi. Dopo un breve periodo di blocco, le esportazioni erano state ripristinate.
Tra il 2019 e il 2023, il 30% delle armi importate in Israele proveniva dalla Germania, mentre oltre il 60% veniva dagli Stati Uniti, secondo uno studio effettuato dall’Istituto internazionale di ricerche sulla pace di Stoccolma. Le esportazioni tedesche comprendono armi e componenti, munizioni, attrezzatura militare, componenti elettronici e veicoli blindati, con una particolare enfasi su navi e materiali per la marina. Solo una parte di questi materiali viene impiegata nella Striscia di Gaza. Un sondaggio condotto a giugno dalla televisione di stato tedesca ha rivelato che il 73% dei cittadini tedeschi richiede controlli più severi sulle esportazioni di armi verso Israele, di cui il 30% chiede un embargo totale.
Nel pomeriggio di venerdì, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha avuto un colloquio con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, esprimendo le sue critiche riguardo alla sospensione parziale delle esportazioni di armi.