Rischi crescenti di attacchi terroristici in Europa a causa della guerra in Medio Oriente
Recenti sviluppi segnalano un aumento delle minacce da parte di gruppi estremisti in Europa, in conseguenza delle tensioni nel Medio Oriente e delle dinamiche di potere settarie. Le azioni violente, che possono essere considerate parte di un “terrorismo di influenza”, prevedono sia attacchi isolati che movimenti più organizzati, riporta Attuale.
Numerosi eventi allarmanti hanno avuto luogo nel recente passato. Il 7 marzo, una bomba è esplosa nei pressi dell’ambasciata degli Stati Uniti a Oslo, portando all’arresto di tre fratelli iracheni, uno dei quali ha confessato. Le indagini indicano un possibile collegamento con la gang criminale svedese Foxtrot, con legami noti ai servizi segreti iraniani. Nello stesso periodo, esplosioni sono state segnalate davanti a sinagoghe e scuole a Liegi, Rotterdam e Amsterdam, rivendicate dal gruppo Ashab al Yamin, che ha recentemente assunto anche la responsabilità di un attacco in Grecia, sebbene senza prove concrete.
Un attacco mortale si è anche verificato all’Università Old Dominion di Norfolk, in Virginia, dove un ex militare, Mohammed Jalloh, ha ucciso una persona. Egli è stato identificato come simpatizzante dello Stato Islamico. Inoltre, un’azione contro un tempio ebraico a West Bloomfield, Michigan, condotta da Ayman Ghazali, un libanese emigrato negli Stati Uniti, ha visto il perpetratore lanciarsi con un veicolo contro la sinagoga prima di togliersi la vita. L’FBI ha confermato i rapporti di Ghazali con Hezbollah, indicando anche un possibile risentimento familiare legato a bombardamenti israeliani.
In un altro contesto, un militare francese è stato ucciso in un attacco nella base di Erbil, in Kurdistan, durante una campagna militare contro il terrorismo. L’agenzia radicale Ashab al Khaf ha emesso minacce in relazione a questo evento. Si delinea così un quadro complesso dove il terrorismo si presenta sotto forme variegate: vendetta personale, motivazione ideologica e ambizioni miste, che vedono anche aspiranti mujaheddin agire autonomamente.
Le attuali minacce provenienti da gruppi radicali sunniti, collegati al Califfato, si sovrappongono a quelle degli sciiti, con entrambi i gruppi accomunati dall’odio verso l’Occidente e Israele, pur mantenendo una storica rivalità. L’Iran ha recentemente accolto una parte della famiglia di Osama Bin Laden, rivelando una strategia orientata verso punire il nemico comune.
Le operazioni di terrorismo potrebbero assumere forme già viste in passato. Durante gli anni ’80 e ’90, l’Iran ha fatto leva su militanti di varie origini per condurre attacchi contro obiettivi occidentali, mascherandosi dietro organizzazioni fittizie ma risultando molto efficaci. Con il rischio di un approccio simile oggi, l’attenzione delle intelligence internazionali è rivolta a come i gruppi estremisti possano sfruttare le reti criminali comuni in Europa e negli Stati Uniti, come già avvenuto in precedenza.