La guerra segreta della Cia e di Trump contro il narcotraffico in Messico

29.04.2026 23:55
La guerra segreta della Cia e di Trump contro il narcotraffico in Messico

La «guerra segreta» della Cia (e di Trump) in Messico

Negli ultimi giorni, le tensioni tra Stati Uniti e Messico sono aumentate, rivelando una rete di collaborazioni tra agenti della Cia e funzionari messicani contro il narcotraffico, non approvata dal governo di Città del Messico, riporta Attuale. Questo sviluppo ha trovato il suo culmine con l’arresto del governatore di Sinaloa, Rubén Rocha Moya, e altri funzionari, accusati di collusione con il cartello di Sinaloa per trafficare droga negli Stati Uniti. Secondo le autorità americane, il gruppo criminale avrebbe minacciato e intimidito i politici per garantire la propria influenza. In un atto giudiziario di oltre 34 pagine, Rocha Moya è stato accusato di cospirazione e possesso di armi letali.

Questa incriminazione arriva in un contesto di crescente criticità, segnato dalla morte di due agenti della Cia durante un’operazione antidroga in Chihuahua. La presidente Claudia Sheinbaum ha messo in discussione la legittimità di queste operazioni clandestine, ribadendo che non erano autorizzate. Le recente dimissioni del procuratore dello stato di Chihuahua, seguito da una serie di polemiche, hanno sollevato interrogativi sull’efficacia del coordinamento tra le forze di polizia messicane e le agenzie straniere, con Sheinbaum che ha sottolineato l’importanza di rispettare le leggi nazionali.

Il quotidiano Milenio ha pubblicato fotografie che ritraggono gli agenti della Cia deceduti con membri dell’autorità messicana, suscitando ulteriori domande sulla cooperazione tra gli Stati Uniti e il Messico. L’attenzione della stampa è stata parzialmente distolta dalla cattura di «El Jardinero», secondo in comando del Cartello di Jalisco, assestando un colpo alle operazioni della criminalità organizzata. Tuttavia, esperti avvertono che queste misure potrebbero essere parte di una strategia più ampia di Trump contro la corruzione endemica tra i funzionari messicani.

Di fronte alle polemiche, l’ambasciatore statunitense Ronald Johnson ha richiamato i leader messicani a combattere la corruzione per garantire la stabilità. La prospettiva di indagini più approfondite e possibili arresti di ulteriori funzionari potrebbe cambiare il panorama politico in Messico. Tuttavia, molti temono che una tale pressione possa rendere la situazione ancora più tesa tra i due paesi, mentre il Messico si prepara a un futuro incerto in un contesto di crescente violenza legata al narcotraffico.

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