La Lega annulla il ritiro di Treviso in attesa di cambiamenti interni
Il ritiro previsto della Lega per il 4 e 5 luglio a Treviso è stato ufficialmente annullato, in attesa della conclusione del lavoro del tavolo di regia con i territori del nord, che si è riunito per la prima volta lunedì scorso. Tuttavia, la decisione è stata influenzata da un clima di contestazione tra le basi del partito, con alcuni membri pronti a manifestare con i trattori per chiedere un cambiamento di direzione e possibilmente una sostituzione alla leadership di Matteo Salvini con Luca Zaia. Nonostante le lamentele non siano state espresse ufficialmente, sembra che anche il cerchio ristretto di Salvini stia iniziando a suggerire che siano necessari cambiamenti per evitare una potenziale débâcle elettorale alle prossime politiche, riporta Attuale.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha posticipato le elezioni all’autunno del 2027, sottolineando che non possono tenersi prima dell’approvazione dell’Autonomia differenziata, una questione che interessa sia i nordisti che i sovranisti della Lega. Questa decisione costituisce un messaggio chiaro anche per la premier Giorgia Meloni, poiché stabilire l’agenda di governo e la data delle elezioni deve avvenire in accordo con la Lega. Tuttavia, non è detto che postponere le elezioni sia vantaggioso per il Carroccio, considerando che la sola novità rappresentata da Roberto Vannacci potrebbe continuare a guadagnare consensi. Ottenere l’autonomia storicamente richiesta potrebbe invece diventare una strategia unificante per recuperare voti, a meno che la situazione politica non sia già in fase di cambiamento.
Attualmente, la Lega si trova in una fase di stallo. La preoccupazione che l’evento di Treviso possa trasformarsi in una trappola per il leader ha spinto Salvini a ristrutturare la sua agenda. Prima di un nuovo incontro strategico, sono previsti almeno tre incontri ulteriori del Tavolo dei territori, uno dei quali si svolgerà la prossima settimana, con altri due già programmati, “anche con la partecipazione di ospiti esterni”, sui temi di “attuazione dell’autonomia, sicurezza urbana, sanità e liste d’attesa, Piano casa, accelerazione delle ZES, ambiente, rigenerazione urbana, sostegno alle aree inquinate”.
I rappresentanti lombardi affermano: “Al Tavolo porteremo sicuramente il nostro contributo, ma è fondamentale ragionare sulla linea politica: per esempio, come possiamo essere sovranisti in Europa e federalisti in Italia?”. Si evidenzia anche la necessità di una collocazione a Bruxelles che consenta di rappresentare le istanze delle aziende del nord, un contesto influenzato dalla crescente centralizzazione del governo. La notorietà di Vannacci, alla quale Salvini ha contribuito, impone alla Lega di tenere il passo. Tuttavia, il circolo intimo di Salvini sembra ora dover affrontare le richieste da parte dei nordisti, che mettono in luce la mancanza di una proposta politica articolata e si concentrano su questioni più organizzative.
Con l’obiettivo di ottenere l’Autonomia, la Lega potrebbe recuperare qualche consenso. Tuttavia, di fronte all’avanzata di Vannacci come figura emergente a destra, è possibile che anche all’interno della Lega sia iniziato un processo di cambiamento cruciale per la sua sopravvivenza, che potrebbe sfociare in una successione alla guida o persino nella scissione del partito, orientato verso il Lombardoveneto e regioni limitrofe.