La propaganda iraniana: poster contro gli Stati Uniti e la sfida del regime di Teheran

08.09.2026 17:05
La propaganda iraniana: poster contro gli Stati Uniti e la sfida del regime di Teheran

Gli Strumenti di Propaganda del Regime Iraniano: Poster e Murales in Tempi di Guerra

Dall’inizio della guerra in Medio Oriente, il regime iraniano ha intensificato l’uso di poster propagandistici, realizzati in molti casi con l’intelligenza artificiale, per trasmettere un messaggio di sfida nei confronti dei suoi nemici, mostrando prontezza a combattere e rifiutando compromessi. Le immagini apposte in luoghi strategici di Teheran, come in piazza della Rivoluzione, sono state lette come un modo per alimentare sentimenti nazionalisti e ostilità contro gli Stati Uniti, in particolare durante il mandato di Donald Trump, riporta Attuale.

I poster, progettati per un pubblico sia interno che occidentale, includono scritte in inglese e riferimenti a figure pubbliche statunitensi, con intenti persuasivi sia verso la popolazione iraniana che all’estero. Nonostante le restrizioni sulla libertà di stampa in Iran, le immagini diffuse dalle agenzie fotografiche internazionali mostrano un chiaro intento propagandistico, diffondendo il messaggio del regime a livello globale.

Dal 1979, anno della rivoluzione islamica, l’iraniano sfrutta murales e poster come strumenti di propaganda. Durante la guerra Iran-Iraq degli anni Ottanta, queste immagini contribuirono a forgiare una forte identità nazionale. Poster che glorificavano i martiri di guerra crearono un legame emotivo tra la popolazione e il regime, utilizzando linguaggi simbolici profondamente radicati nella cultura persiana e araba.

Nel contesto delle trattative sul nucleare del 2015, alcuni poster criticarono apertamente i negoziatori statunitensi, rivelando divisioni interne nel regime tra fazioni estremiste e più moderate. Nonostante l’autorità di Teheran avesse tentato di rimuovere queste immagini in quanto non ufficialmente autorizzate, il messaggio era già stato diffuso, evidenziando le tensioni politiche interne.

Da allora, il regime ha continuato a creare poster che riflettono un’ostilità storica verso l’Occidente, in particolare gli Stati Uniti. Tra queste, un murales scandaloso ha mostrato Barack Obama in un contesto denigratorio, mentre altre immagini si sono avvalse di iconografie fortemente simboliche, come quella della bandiera statunitense trasformata in simbolo di guerra.

L’uso di poster propagandistici ha quindi subito un’accelerazione dall’inizio attuale del conflitto in Medio Oriente, con nuove opere che rispondono rapidamente agli sviluppi della guerra. Queste includono poster che ritraggono Trump in situazioni parodistiche, come uno in cui la sua bocca è “cucita” con un telo a forma di stretto di Hormuz, accompagnato dalla frase “Al punto di rottura”. Tali rappresentazioni, chiaramente studiate per attrarre l’attenzione, rivelano la determinazione del regime iraniano a mantenere alta la tensione contro i propri avversari.

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