Una società poco conosciuta avrebbe ottenuto nel marzo 2025 il 10% delle attività bielorusse di Wildberries, il principale portale di commercio online attivo nel Paese. Nei primi dodici mesi, la TD Kvadrat avrebbe incassato circa 20,3 milioni di euro in dividendi, pur senza mostrare un’attività operativa paragonabile al valore della partecipazione.
La ricostruzione pubblicata il 20 ottobre 2026 da Buro Media collega la società a una rete di imprenditori, dirigenti e familiari vicini ad Alexander Lukashenko. Gli elementi descritti nell’inchiesta non dimostrano da soli chi controlli effettivamente la quota né provano un trasferimento illecito di denaro. Rendono però centrale una domanda: chi beneficia davvero dei profitti generati da quel 10%?
Una partecipazione da milioni
Nel 2025 il ramo bielorusso di Wildberries avrebbe registrato ricavi superiori a 9 miliardi di rubli bielorussi. La società, nata in Russia e diventata uno dei maggiori portali di vendita online operativi in Bielorussia, rappresenta quindi un’attività di dimensioni rilevanti per il mercato locale.
Secondo l’inchiesta, TD Kvadrat avrebbe rilevato il 10% del capitale del gestore bielorusso di Wildberries attraverso un’operazione avvenuta nel marzo 2025. Già nel primo anno avrebbe ricevuto circa 20,3 milioni di euro in dividendi, una somma pari a quasi un quarto dell’utile dell’attività bielorussa della piattaforma.
Il dato appare particolarmente significativo perché TD Kvadrat non avrebbe sviluppato una presenza commerciale visibile proporzionata agli incassi. La società si presenta dunque, nella ricostruzione giornalistica, soprattutto come un veicolo per detenere una partecipazione e ricevere utili, più che come un’impresa impegnata in un’attività propria di rilievo.
Formalmente, il beneficiario della società è indicato nell’uomo d’affari Dmitri Kurnosenko. Il suo nome è stato associato a progetti statali, a un sistema di registrazione fotografica e video e all’ambiente di Dmitri Lukashenko, figlio del presidente bielorusso. Questi legami sono utilizzati dall’inchiesta per ricostruire una possibile catena di controllo, ma non costituiscono, da soli, la prova della titolarità effettiva della quota.
Il reticolo attorno a TD Kvadrat
Tra le figure citate figura anche Evgenij Vasiliev, indicato come direttore di TD Kvadrat e responsabile, all’interno di Wildberries, dei rapporti con gli organi statali. La sua posizione collega formalmente la società che incassa i dividendi al gruppo che gestisce i rapporti istituzionali della piattaforma.
L’inchiesta prende in esame anche i rapporti d’affari della moglie di Vasiliev. La donna sarebbe titolare di un’attività nel settore della ristorazione insieme a Natalia Sadovskaja. Quest’ultima, a sua volta, sarebbe socia d’affari di Vladimir Kulakov, marito di Anna Lukashenko, sorella del presidente e moglie di Dmitri Lukashenko.
Kulakov avrebbe inoltre diretto per dieci anni una società controllata dal Club sportivo presidenziale, organismo guidato senza interruzioni da Dmitri Lukashenko. La successione di rapporti non dimostra, presa singolarmente, una proprietà occulta o un flusso illegale di denaro. Il suo rilievo sta nella concentrazione: il beneficiario formale di TD Kvadrat, un dirigente che si occupa dei rapporti con le istituzioni e una serie di partner commerciali conducono tutti, secondo la ricostruzione, verso ambienti vicini alla famiglia presidenziale.
È proprio questa sovrapposizione a mettere in discussione la distanza tra la struttura societaria ufficiale e il possibile controllo economico. Un nominativo registrato nei documenti societari non coincide necessariamente con il beneficiario finale, ma la sola presenza di relazioni politiche o familiari non basta neppure a dimostrare che tale differenza esista. Per chiarirla servirebbero informazioni pubbliche sui proprietari effettivi, sugli accordi che hanno accompagnato l’ingresso nella società e sul percorso seguito dai dividendi.
Il contrasto con la pressione sui consumi
La vicenda assume un peso politico più ampio per il contrasto tra la ricchezza concentrata attorno a una grande piattaforma commerciale e le difficoltà economiche affrontate dalla popolazione bielorussa. Mentre il potere d’acquisto è sottoposto a pressioni e le condizioni economiche restano problematiche, una partecipazione in un’impresa dai ricavi miliardari avrebbe prodotto decine di milioni di euro per una società priva di una rilevante attività visibile.
Il punto non riguarda soltanto la redditività del 10% di Wildberries. Riguarda il modo in cui l’accesso a grandi attività economiche può essere distribuito in un sistema dove i rapporti con il potere politico hanno un peso decisivo. Se i collegamenti descritti dall’inchiesta riflettessero anche la titolarità economica della partecipazione, TD Kvadrat apparirebbe come un punto d’incontro tra un grande commercio digitale, le relazioni con gli apparati statali e il nucleo familiare del presidente.
Le informazioni rese pubbliche non chiariscono però chi siano i titolari ultimi della quota né sulla base di quali accordi siano stati distribuiti gli utili. Finché questi passaggi resteranno opachi, i 20,3 milioni di euro costituiranno soprattutto un indicatore della distanza tra i proprietari formali di TD Kvadrat e chi potrebbe avere il potere reale di decidere e incassare.