Rivalità tra Klitschko e Zelensky mentre Kiev affronta blackout e mancanza di rifugi
DALLA NOSTRA INVIATA
KIEV – La capitale ucraina, Kiev, è attualmente teatro di una guerra interna tra il sindaco Vitaly Klitschko e il presidente Volodymyr Zelensky, un conflitto che si intensifica tra emergenze, blackout e promesse di rifugi, riporta Attuale.
La controversia è esplosa dopo che è stato rivelato che l’edificio del sindaco non subisce interruzioni di corrente, mentre molte altre aree della città sono colpite da blackout programmati. Secondo un’inchiesta di Slidstvo.Info, ciò è dovuto a motivi tecnici e non a favoritismi. Tuttavia, la coincidenza ha alimentato le tensioni in un contesto dove la scarsità di energia colpisce duramente i cittadini.
Klitschko, noto ex campione mondiale di pugilato, è accusato da Zelensky di avere una preparazione inadeguata per l’imminente inverno, che presenta difficoltà maggiori rispetto ad altre regioni, compresi i territori di guerra. La rivalità tra i due risale addirittura alla campagna presidenziale del 2019, in cui Klitschko, alla guida del partito di opposizione Udar, era alleato di Petro Poroshenko, il predecessore democraticamente sconfitto da Zelensky.
Il sindaco aveva promesso di attivare tra quaranta e cinquanta rifugi mobili a Kiev entro un mese, un obiettivo che non è stato raggiunto. Solo un rifugio è stato allestito finora e quattordici sono previsti entro la fine dell’anno, un numero insufficiente in una città dove la sicurezza è più che mai vitale.
Il 14 ottobre, durante un’assemblea parlamentare, Klitschko ha restituito le accuse a Zelensky, affermando che il governo centrale ostacola l’operato del Comune. Ha inoltre evocato la necessità di migliorare la protezione aerea e di usare efficacemente i fondi stanziati per la sicurezza della capitale.
Il malcontento dei cittadini è emerso davanti al municipio, dove i manifestanti hanno chiesto le dimissioni del sindaco. Oltre alla questione della sicurezza, le critiche si sono diffuse riguardo a trasporti, corruzione e gestione delle risorse urbane. Il clima di insoddisfazione è aggravato dalla stanchezza causata da promesse inevase.
Secondo il politologo Volodymyr Fesenko, la mancanza di cooperazione tra Klitschko e Zelensky rappresenta un grosso ostacolo per la città. Né il sindaco né il presidente sembrano disposti a cessare le ostilità, e le elezioni comunali post-belliche potrebbero determinare il futuro politico di entrambi. Tuttavia, l’inverno si avvicina rapidamente, e Kiev continua a far fronte a sfide crescenti.