L’AI spaventa i leader tecnologici: Rubin avverte USA e Cina, necessaria regolamentazione comune

23.09.2026 17:45
L'AI spaventa i leader tecnologici: Rubin avverte USA e Cina, necessaria regolamentazione comune

Rischi dell’intelligenza artificiale: la crescente preoccupazione tra esperti e leader mondiali

WASHINGTON – La rapidità con cui l’intelligenza artificiale avanza solleva allarmi significativi tra i protagonisti del settore tecnologico. La questione centrale non è più solo cosa l’AI possa fare, ma chi possa esercitarne davvero il controllo, riporta Attuale.

Harry Rubin, giurista di fama internazionale esperto in diritto delle tecnologie, sottolinea che lo sviluppo dell’intelligenza artificiale avviene a un ritmo e su scala ben al di là di quanto preventivato. “Le persone iniziano ad avere paura perché hanno la sensazione di perderne il controllo”, avverte Rubin. Mentre i benefici dell’AI possono essere enormi, altrettanto significativi sono i rischi ad essa associati, come evidenziato dall’analogia con la nascita della tecnologia nucleare.

Rubin segnala che l’autoregolamentazione è insufficiente e non può essere affidata esclusivamente a chi sviluppa l’AI. “Deve esserci una cooperazione tra il settore tecnologico e le autorità governative”, afferma. Tuttavia, sottolinea che una regolamentazione limitata a Stati Uniti ed Europa non basterebbe: “Se l’Unione Europea e gli Stati Uniti si auto-regolamentano mentre la Cina agisce liberamente, non avremo il controllo necessario”, ammonisce Rubin, evidenziando la competitività globale in questo settore cruciale per la sicurezza nazionale.

Il summit del 24 settembre tra Donald Trump e Xi Jinping a Washington toccherà argomenti delicati, tra cui tecnologia e intelligenza artificiale, insieme a commercio e sicurezza. Le due potenze stanno già discutendo possibili collaborazioni per gestire i rischi associati all’AI, pur mantenendo il loro diretto antagonismo per la leadership tecnologica globale.

Rispondendo alla domanda se Trump e Xi affronteranno direttamente questi temi, Rubin è certo che lo faranno. La coesistenza di rischi condivisi potrebbe quindi creare opportunità per un dialogo efficace. “Credo che anche i cinesi riconoscano l’interesse comune nel mantenere questatecnologia sotto controllo”, afferma. Tuttavia, realizzare un accordo non sarebbe che il primo passo; il vero problema sarebbe garantire il rispetto degli accordi. “A differenza di un trattato nucleare, dove puoi inviare ispettori, con l’AI non è così semplice”, osserva Rubin.

La verifica e l’applicazione delle regole saranno, pertanto, estremamente difficili. “Un algoritmo non è un missile da contare o un impianto da ispezionare”, conclude Rubin. Il vertice Trump-Xi rappresenta quindi una prova cruciale di un paradosso significativo: la competizione tra Stati Uniti e Cina per la leadership nell’intelligenza artificiale, insieme alla necessità di affrontare i rischi che nessuno dei due può permettersi di ignorare.

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