Crosetto insiste sulla necessità di flessibilità per spese di difesa ed energia in Italia

23.09.2026 18:05
Crosetto insiste sulla necessità di flessibilità per spese di difesa ed energia in Italia

Italia valuta la flessibilità nel bilancio nonostante la procedura di infrazione

L’Italia si trova di fronte alla decisione di mantenere la richiesta di flessibilità nel bilancio, nonostante la recente conferma della permanenza nella procedura di infrazione. L’impegno previsto ammonta a 22 miliardi per la difesa e 14 per l’energia, riporta Attuale.

Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha sottolineato la necessità di maggiore flessibilità sul bilancio, affermando: «Abbiamo bisogno di flessibilità sulla Difesa, come su tante altre cose». Durante un’intervista informale nei corridoi della Camera ha persino accennato a una certa sicurezza poiché «ci sarà la flessibilità anche sulla Difesa», citando il funzionario economico Giancarlo Giorgetti.

Dettagli sulla flessibilità e sulla procedura di infrazione

Le recenti statistiche Istat, che hanno rivelato un rapporto deficit/pil al 3,1%, hanno reso impossibile un’uscita anticipata dall’attuale procedura di infrazione. Giancarlo Giorgetti, mentre partecipava al question time alla Camera, ha fatto promesse, soprattutto riguardo al costo dell’energia, ma ha timidamente frenato sul tema, lasciando il campo a discussioni più ampie.

Le clausole di flessibilità per energia e difesa, inizialmente proposte dall’Italia a Bruxelles, sono ora al centro del dibattito. L’uso immediato di tali clausole potrebbe prolungare la procedura di infrazione, anche se, essendo concessioni UE, non comporterebbe un inasprimento della situazione attuale.

Strategie di spesa e rischi politici

In previsione dell’annuncio di Istat, il governo aveva già iniziato a discutere la possibilità di distribuire i margini di flessibilità sul 2027 e 2028. Questo approccio consentirebbe di concentrare i 14 miliardi per l’energia nel 2027 e i 22 miliardi per la difesa nel 2028, dopo le elezioni. Tuttavia, mantenere il paese in procedura di infrazione comporterebbe significativi costi economici e politici, specie nel contesto di una campagna elettorale, dove le promesse di rigore finanziario potrebbero apparire meno credibili.

La questione sarà al centro del dibattito politico, ed è stato Crosetto a chiarire che «l’ultima parola spetta a Giorgetti». Con l’avvicinarsi delle elezioni e l’ultimazione della manovra di bilancio, il confronto appare destinato a essere complesso e decisivo.

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