Leader ungheresi commentano l’attacco missilistico russo contro l’Ucraina senza menzionare Mosca

22.08.2025 17:10
Leader ungheresi commentano l’attacco missilistico russo contro l’Ucraina senza menzionare Mosca
Leader ungheresi commentano l’attacco missilistico russo contro l’Ucraina senza menzionare Mosca

Il 21 agosto 2025 i leader ungheresi hanno reagito all’attacco missilistico notturno che ha colpito la città ucraina di Mukachevo, nella regione della Transcarpazia, evitando però di attribuire la responsabilità diretta alla Russia. Durante l’attacco è stato danneggiato lo stabilimento americano Flex, ma né il primo ministro Viktor Orbán né i rappresentanti della maggioranza di governo hanno condannato Mosca per l’azione militare. Invece, Orbán ha sottolineato la necessità di continuare gli sforzi diplomatici avviati dal presidente Donald Trump, ribadendo che “i negoziati di pace devono proseguire”.

Le dichiarazioni di Péter Szijjártó

Il ministro degli Esteri Péter Szijjártó ha reagito anch’egli alle notizie provenienti dall’Ucraina, ma senza citare esplicitamente l’attacco missilistico russo. In un post su Facebook ha insistito sulla necessità di un accordo di pace immediato, scrivendo che “le notizie di questa mattina dall’Ucraina dimostrano ancora una volta che la pace è necessaria al più presto”. Anche in questo caso non vi è stata alcuna menzione della Russia come parte responsabile.

La posizione del partito Fidesz

Tamas Menczer, direttore della comunicazione del partito Fidesz di Orbán, ha adottato la stessa linea. In una sua pubblicazione ha definito i bombardamenti “gli eventi della scorsa notte”, evitando di menzionare Mosca e ribadendo che “non dimostrano l’inutilità dei negoziati, ma al contrario la loro urgenza”.

Critiche e contesto internazionale

Le reazioni di Budapest hanno suscitato critiche a Kiev, che interpreta la mancanza di una condanna chiara come un tentativo di ignorare un crimine di guerra. Le autorità ucraine sottolineano che un “vero e giusto accordo di pace” è possibile solo fermando gli attacchi russi e perseguendo i responsabili. L’Unione europea condanna in modo univoco i bombardamenti russi e ricorda che la responsabilità ricade esclusivamente su Mosca. Il tono prudente di Budapest si discosta così dalla posizione comune europea, rischiando di indebolire la coesione interna dell’UE nel contrasto all’aggressione.

Le rivendicazioni ungheresi in Transcarpazia

Il dibattito si inserisce inoltre in un contesto delicato: già nel giugno 2024 Budapest aveva avanzato 11 richieste a Kiev sulla tutela delle minoranze, tra cui il riconoscimento automatico come “tradizionalmente ungheresi” di numerosi villaggi della Transcarpazia, anche in assenza di una presenza storica magiara. Tale rivendicazione alimenta ulteriori tensioni nei rapporti bilaterali.

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