Lega e Tajani frenano sull’ingresso di Ucraina e Moldavia nell’Ue, Meloni sotto pressione

27.05.2026 20:55
Lega e Tajani frenano sull'ingresso di Ucraina e Moldavia nell'Ue, Meloni sotto pressione

Il governo italiano diviso sulla partecipazione di Ucraina e Moldova all’UE

La Commissione Europea intende proporre a giugno l’apertura del primo capitolo dei negoziati per l’adesione dell’Ucraina e della Moldova, ma il governo italiano si mostra fortemente contrario, come riportato Attuale. La Lega, partito guidato da Matteo Salvini, ha dichiarato di essere “assolutamente contraria” all’adesione di Kiev, sostenendo che non soddisfa i requisiti necessari e che la sua inclusione nell’UE comporterebbe un “danno economico e sociale” significativo. Tuttavia, anche Antonio Tajani, vicepremier e leader di Forza Italia, ha preso una posizione cauta, affermando che pur sostenendo un percorso per l’integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea, ci sono “altri Paesi candidati” che devono essere considerati e che l’Ucraina deve affrontare questioni di corruzione e rispetto delle normative europee.

Reazioni dalle opposizioni: la richiesta di chiarezza a Meloni

Questa divisione ha suscitato immediata indignazione tra i rappresentanti delle opposizioni. Filippo Sensi del Partito Democratico ha chiesto a Giorgia Meloni di sconfessare i suoi alleati della Lega, che sembrano avere una “agenda filorussa.” “L’Ucraina non solo può e deve, ma sarà nell’Unione Europea. Vergogna”, ha aggiunto. Enrico Borghi di Italia Viva ha sottolineato l’impegno del governo nel promuovere l’integrazione di Kiev, definendola una “scelta strategica” per la sicurezza europea, mentre Matteo Renzi ha criticato il governo per la sua incoerenza sull’argomento, attirando l’attenzione sulla posizione di Salvini in un contesto governativo pro-Kiev.

Accelerazione dell’allargamento dell’UE

Negli ultimi giorni, il tema dell’ampliamento dell’UE per includere Ucraina e Moldova, insieme a vari Paesi dei Balcani, ha guadagnato slancio. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha esortato l’UE ad agire concretamente per inviare un “segnale geopolitico” chiaro a Mosca. Merz ha riconosciuto che completare il processo richiederà tempo a causa delle molteplici complessità politiche, ma ha proposto un’integrazione parziale che permetta ai Paesi in via di adesione di partecipare fin da subito alle riunioni europee.

Incontri tra Zelensky e Ursula von der Leyen

Da parte sua, Volodymyr Zelensky ha confermato il suo impegno per una piena adesione all’UE, comunicando direttamente con Ursula von der Leyen. “Siamo pronti per l’apertura di tutti e sei i capitoli negoziali e confidiamo di iniziare a giugno”, ha affermato. Le decisioni cruciali sul futuro di Kiev in Europa saranno prese durante il Consiglio europeo del 19 giugno, costringendo Meloni a una posizione chiara che potrebbe discontentare uno tra Salvini e Zelensky.

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