Milano, 17 dicembre 2025 – Il figlio di Ignazio La Russa, Leonardo Apache La Russa, ha rivelato sui social di aver combattuto contro la depressione e di aver avuto pensieri suicidi, dopo che la Gup di Milano, Maria Beatrice Parati, ha considerato congrua l’offerta di risarcimento di 25mila euro proposta da lui a favore della ragazza che lo ha denunciato per revenge porn e violenza sessuale, quest’ultima accusa già archiviata. La giudice ha dichiarato estinto il reato a suo carico, riporta Attuale.
“Non voglio entrare nei dettagli di quella notte”
In un lungo post sui social, La Russa ha spiegato: “Essendo cadute tutte le accuse sul mio conto, vorrei per la prima volta entrare nel merito della storia che purtroppo tutti avete sentito parlare. Ho aspettato, fiducioso nella giustizia, un esito per due anni, in attesa di poter esprimere il mio punto di vista pubblicamente dopo aver subito un accanimento mediatico senza aver mai subìto una condanna o un processo”.
“Sono arrivato a pensare al suicidio”
La Russa ha aggiunto che le persone sono arrivate a conclusioni affrettate, etichettandolo senza cognizione di causa, “augurandomi il carcere, la morte e via dicendo”, tutto senza alcuna prova della sua colpevolezza. “Ecco: vi sembra giusto? Nonostante abbia cercato di nasconderlo in questi due anni ho sofferto di depressione, arrivando anche a pensare al suicidio. Avevo paura di avere un’etichetta per la vita, paura che amici e conoscenti mi abbandonassero, paura di non poter mai far emergere la verità”.
“Non voglio passare come il ragazzo perfetto”
Il giovane ha anche dichiarato: “Non sono qui per cercare di passare come il ragazzo perfetto perché non lo sono. Sono molto diverso dalla mia famiglia. Non ho studiato legge né sono appassionato di politica; a 16 anni ho persino fatto delle canzoni, un qualcosa di insolito per un figlio di un politico. Ho dovuto affrontare un forte accanimento mediatico in quella fase, ma stavo semplicemente seguendo una mia passione. Questa storia mi ha insegnato che nella vita serve maturità, ma occorrono anche basi per poter giudicare o puntare il dito contro una persona”.
La ragazza non ha mai accettato il risarcimento
Il legale della ragazza ha dichiarato che “È stato accertato il reato ai danni della mia assistita. Riteniamo non condivisibile, invece, il giudizio di congruità emesso dalla Giudice sulla somma offerta da La Russa Jr”. Secondo l’avvocato, per il reato di diffamazione a mezzo stampa, gli importi devono superare i 50mila euro. Pertanto, “come può essere soddisfacente una somma di 25mila euro che dovrebbe includere i danni morali, esistenziali e relazionali, oltre alle spese?” Ha ribadito che la ragazza “non toccherà quella somma e faremo appello”. In un altro processo sul caso, il giudice ha riconosciuto un risarcimento di 7mila euro più le spese legali alla giovane parte civile. Inoltre, il legale ha annunciato di chiedere alla Procura di indagare su un “bacio rubato di Leonardo La Russa” emerso dagli atti, per il quale non sono state intraprese azioni legali.