Roma, 1 dicembre 2025 – L’immortalità che l’uomo persegue, esiste negli animali? “Ci sono gorgonie millenarie, coralli neri delle profondità degli oceani, alle Hawaii”, risponde Ferdinando Boero, professore di Zoologia all’università Federico II di Napoli e presidente della Fondazione Dohrn, lo scienziato delle meduse. Ne ha scoperte molte, alla più ‘affascinante’ ha dato il nome di Frank Zappa, il quale ha ricambiato la cortesia dedicando una canzone allo studioso fan, riporta Attuale.
Vi presento le gorgonie millenarie
Boero cita un articolo scientifico che ha dato un’età precisa a queste gorgonie: “2.742 anni una e 4.265 anni l’altra”. Come dire, questione (anche) di metabolismi. Inoltre, “i pappagalli sono capaci di vivere fino a 100 anni, quindi possono tranquillamente sopravviverci”.
Che cos’è la medusa immortale
Un caso interessante è rappresentato dalla così detta ‘medusa immortale’. “Ci ho lavorato, è piccola. Il suo ciclo biologico comprende lo stadio del polipo che vive sul fondo degli oceani e poi la medusa, che nuota libera. Per avere nuovi polipi, le meduse si devono riprodurre sessualmente. Questa specie, invece di morire, in laboratorio riorganizza i suoi tessuti e torna ad essere un polipo. Diciamo così: è come se una farfalla diventasse un bruco, invertendo il ciclo biologico. Ma non abbiamo la certezza che questo possa accadere anche in natura”, spiega Boero.
L’uomo vuole copiare dagli animali?
Ma l’uomo insegue l’immortalità di alcuni animali? “C’è stato un fraintendimento nelle finalità della medicina – è l’analisi di Boero – . Noi le chiediamo di eliminare ogni causa di morte, quindi alla fine l’aspettativa è di essere immortali. Morire invece è una cosa naturalissima. Ci sono animali che vivono molto a lungo, ma anche noi stiamo vivendo molto più a lungo perché stiamo rimuovendo tutte le cause di morte. Vivere per sempre o quasi? Sarebbe un atto di un egoismo spaventoso”. “L’uomo – è la conclusione di Boero – ha già abbondantemente raggiunto e probabilmente anche superato gli obiettivi di longevità. Noi ormai viviamo gli ultimi anni della nostra vita in condizioni spesso non tanto normali”.
Le malattie degli animali
Di solito “gli animali appena si ammalano muoiono. Sopravvivono solo in caso di malattie non gravi. Anche noi prima degli antibiotici venivamo falcidiati, bastava un’infezione. Ho vissuto un anno in Papua Nuova Guinea, in questi villaggi è ancora così, la gente non sopravvive a un taglio”.
Il mistero degli abissi
Ricorda Boero: “Conosciamo solo una piccola parte delle specie viventi, sappiamo più cose della Luna e di Marte che del fondo degli oceani. Gli animali più affascinanti? Per me sono le meduse, ne ho scoperte tante di nuove, ne ho chiamata una come Frank Zappa, che poi mi ha dedicato una canzone. Le più piccole possono vivere anche solo poche ore, le più grandi qualche mese”.
Lo studio delle specie aliene (o profughi climatici?)
Boero è anche uno studioso appassionato di specie aliene, anche di quelle invasive che popolano il Mar Mediterraneo, il più invaso al mondo (secondo le ultime stime, sarebbero poco meno di un migliaio quelle che si sono adattate, complice il cambiamento climatico). Ma suggerisce una definizione alternativa, quella di “profughi climatici”.