Inondazione al confine tra Tibet e Nepal: la Cina risponde con soccorsi immediati
La Cina ha attivato prontamente le sue squadre di soccorso nel contesto della recente tragedia causata da un’inondazione devastante al confine tra Tibet e Nepal. Secondo l’agenzia Xinhua, il governo ha dispiegato 500 soldati e numerosi tecnici con mezzi ad alta tecnologia, in seguito all’ordine di Xi Jinping di «concentrare al massimo gli sforzi». Il presidente ha partecipato a riunioni del Politburo dedicate a questa emergenza e ha inviato il primo ministro Li Qiang nella regione colpita. L’intervento della Cina si è dimostrato adeguato alla portata della catastrofe, evidenziando il potere di una superpotenza nell’affrontare situazioni di crisi, riporta Attuale.
Nonostante la velocità della risposta, emergono problematiche legate all’informazione. Mentre i media internazionali trasmettono video che mostrano il drammatico momento in cui una massa di acqua e detriti ha spazzato via Gyirong, i giornali cinesi si sono limitati a rappresentare la tragedia attraverso un singolo fermo immagine. La corrispondente della BBC, Laura Bicker, ha sottolineato che il firewall cinese rende quasi impossibile rintracciare video o testimonianze da parte dei sopravvissuti, accentuando la mancanza di trasparenza. I reportage sui soccorsi ritraggono squadre impegnate nel fango, ma senza fornire notizie aggiornate sul numero di vittime.
Fino ad oggi, il bollettino ufficiale parla di 5 morti e 558 dispersi nel Tibet cinese; tuttavia, non ci sono testimonianze dirette da parte dei tibetani riguardanti i momenti immediatamente successivi alla tragedia. Nonostante ciò, Xi Jinping ha espresso, in un messaggio di condoglianze al Presidente nepalese, la sua fiducia nella collaborazione tra i due Paesi per far fronte alla catastrofe. “Cina e Nepal condividono un destino comune”, ha affermato.
Nel frattempo, il Ministero delle Risorse Naturali di Pechino ha sottolineato che le cause naturali dell’inondazione sono da attribuire al versante nepalese, con il governo di Kathmandu che ha dichiarato che tutto ha avuto inizio nella zona tibetana. Questo tipo di comunicazione potrebbe sollevare interrogativi sulla veridicità delle informazioni diffuse, dal momento che fonti indipendenti appoggeranno la narrazione di Pechino circa una valanga ad alta quota in Nepal, che ha causato un disastro sul versante cinese e ha devastato località al confine, prima di ritornare sul lato nepalese.