L’IPC dichiara una carestia per la prima volta a Gaza, rischio diffusione a Deir al Balah e Khan Yunis

22.08.2025 13:25
L'IPC dichiara una carestia per la prima volta a Gaza, rischio diffusione a Deir al Balah e Khan Yunis

Gaza: carestia confermata per la prima volta dall’IPC, a rischio anche Deir al Balah e Khan Yunis

Per la prima volta, l’Integrated Food Security Phase Classification (IPC) ha confermato l’esistenza di una carestia nella città di Gaza, con il rischio che si espanda a Deir al Balah e Khan Yunis, situate più a sud nella Striscia. A fine luglio, l’IPC aveva lanciato un allerta riguardante il drammatico calo dell’accesso al cibo e ai beni essenziali, evidenziando come fame, malnutrizione e malattie stessero causando un aumento delle morti legate alla mancanza di cibo, riporta Attuale.

Il rapporto odierno dell’IPC, diffuso il 22 agosto, evidenzia che nelle ultime settimane c’è stato un peggioramento senza precedenti delle condizioni a Gaza. La carestia interessa attualmente oltre mezzo milione di persone, con previsioni che indicano un possibile ampliamento della situazione a un terzo della popolazione della Striscia, che conta circa 2 milioni di abitanti. Durante questo stesso periodo, l’IPC stima un incremento delle persone in condizione di crisi alimentare (Fase 4) fino a 1,14 milioni.

Il rapporto sottolinea che la carestia è completamente causata dall’uomo e può essere fermata e invertita. Questo è attribuibile ai molteplici modi in cui Israele ha ostacolato l’ingresso di cibo e beni essenziali nella Striscia, che ha fino ad ora subito relativamente poche violenze durante il conflitto. Negli ultimi giorni, l’esercito israeliano si sta preparando a occupare integralmente la città di Gaza.

L’IPC, acronimo di “Iniziativa per la Classificazione Integrata delle Fasi della Sicurezza Alimentare,” include 21 organizzazioni e istituzioni intergovernative, tra cui diverse agenzie delle Nazioni Unite. L’IPC stabilisce la gravità delle situazioni di penuria alimentare utilizzando metodi e indicatori condivisi a livello internazionale. Le sue conclusioni sono fondamentali per i governi e le organizzazioni internazionali nel valutare il livello di accesso a un’alimentazione adeguata.

Sebbene l’IPC non possa ufficialmente dichiarare una carestia, tale conferma, essere così rara, potrebbe indurre le Nazioni Unite a farlo. In passato, l’IPC ha confermato la presenza di carestie solo in poche altre occasioni, come in Somalia nel 2011 e in Sud Sudan nel 2017 e nel 2020.

Secondo la metodologia dell’IPC, si definisce una situazione di carestia quando si verificano simultaneamente diverse condizioni: una famiglia su cinque è in estrema mancanza di cibo; il 30% dei bambini è gravemente malnutrito; e almeno due adulti o quattro bambini ogni 10.000 muoiono quotidianamente a causa della fame o malattie ad essa associate.

1 Comment

  1. Non ci posso credere, questo è davvero allucinante!!! Una carestia a Gaza? È impossibile che nel 21° secolo si permetta una cosa del genere. Le persone meriterebbero di vivere dignitosamente, come tutti. Ma che fine ha fatto l’umanità?

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