Presenza Italiana in Iraq: L’Ambasciatore Fontana Conferma la Continuità delle Attività
Il 17 marzo 2026, l’ambasciatore italiano a Baghdad, Niccolò Fontana, ha dichiarato che non ci sono progetti per un ritiro delle forze italiane in Iraq, nonostante una riduzione del personale diplomatico e militare. Attualmente, circa 300 connazionali rimangono nel Paese, incluso il personale della Farnesina, mentre l’Italia mantiene una presenza operativa nelle sue basi al fianco delle forze irachene e curde, riporta Attuale.
Fontana ha precisato che, a un mese di distanza da un significativo dispiegamento di circa 500 soldati, ora sono presenti poco più di 150 unità. “Assolutamente no, non diplomatica e non militare. L’Italia resta presente”, ha affermato, sottolineando la volontà di riprendere le attività non appena la situazione attuale si stabilizzerà.
La situazione di sicurezza nel Paese è tesa, in particolare a Baghdad, dove le milizie sciite legate a Teheran hanno intensificato gli attacchi contro la «zona verde». Fontana ha confermato che è possibile sentire le esplosioni anche dalla sede diplomatica italiana, ma che le strutture sono ben protette e il personale è in stato di allerta.
In merito a potenziali evacuazioni, l’ambasciatore ha escluso questa possibilità, riportando la costante comunicazione con il Ministro degli Affari Esteri Tajani e l’Unità di Crisi a Roma. “Assistiamo i pochi connazionali rimasti nel Paese”, ha detto il diplomatico.
Fontana ha inoltre condiviso che le ambasciate europee stanno adattando le loro presenze, con alcune che hanno chiuso o ridotto il profilo del personale. Tuttavia, l’ambasciata tedesca è l’unica a essere stata completamente chiusa. Dopo un recente attacco contro l’hotel Rasheed, che ha destato preoccupazione, l’ambasciatore ha commentato: “È uno sviluppo preoccupante. Un attacco nel cuore di Baghdad a una struttura non militare segna un cambio nella dinamica della sicurezza”.
Il governo iracheno si è espresso in favore della presenza italiana, dichiarando la necessità di distinguere tra le forze governative irachene e quelle miliziane legate a Teheran, un tema di crescente importanza nel contesto della stabilità regionale. Fontana ha enfatizzato che, diversamente dal passato, oggi le difese sono state rafforzate e le autorità stanno cercando di prevenire potenziali attacchi alle ambasciate.
Non so che dire, ma la situazione in Iraq sta diventando sempre più complicata. È assurdo che nonostante gli attacchi continui, ci sia questa insistenza a rimanere. La sicurezza delle forze italiane e del personale è fondamentale, però.. davvero si può continuare così?