Londra all’ONU: isolare il complesso militare-industriale russo per fermare la guerra

01.08.2025 10:45
Londra all'ONU: isolare il complesso militare-industriale russo per fermare la guerra
Londra all'ONU: isolare il complesso militare-industriale russo per fermare la guerra

Il 31 luglio, nel corso di una riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il Regno Unito ha lanciato un forte appello alla comunità internazionale affinché si ponga fine a qualsiasi forma di sostegno al complesso militare-industriale russo, ritenuto responsabile del proseguimento della guerra contro l’Ucraina. La dichiarazione, pronunciata dal coordinatore politico della missione permanente britannica presso l’ONU, Fergus Eckersley, ha sottolineato l’urgenza di contrastare i flussi di tecnologie e beni a duplice uso che alimentano la macchina bellica di Mosca.

Londra: la guerra della Russia è alimentata dalla sua economia militarizzata

Secondo Eckersley, la Russia ha trasformato la propria economia in un apparato bellico centralizzato, destinando circa il 40% del bilancio statale – oltre l’8% del PIL – alla difesa. Il diplomatico ha precisato che ogni tentativo di dialogo diplomatico risulta vano finché continuano gli attacchi missilistici e con droni contro l’Ucraina, i cui effetti sull’infrastruttura civile hanno raggiunto il picco di vittime degli ultimi tre anni. L’obiettivo dichiarato del Regno Unito è impedire alla Russia di trarre alcun vantaggio dalla sua aggressione, imponendole un alto prezzo economico e bloccando qualsiasi fonte di approvvigionamento bellico.

Un rischio sistemico per l’Europa e la sicurezza globale

Londra, insieme all’Unione Europea e all’Ucraina, ritiene il complesso militare-industriale russo una minaccia diretta alla sicurezza europea e alle regole internazionali. La sua espansione, alimentata anche da investimenti esterni e triangolazioni per eludere le sanzioni, accresce la capacità offensiva di Mosca non solo in Ucraina, ma anche verso altri vicini. Il Regno Unito invita quindi ad un inasprimento dei controlli sulle esportazioni, con particolare attenzione alle tecnologie a duplice uso, e ribadisce che l’isolamento del settore militare russo è un prerequisito essenziale per la pace.

Il VPK russo come strumento di guerra ibrida e potere politico

Non si tratta solo di una questione militare. Il VPK russo è divenuto uno strumento politico sotto il controllo diretto del Cremlino, attraverso una commissione speciale che risponde a Vladimir Putin. L’accentramento delle decisioni elimina ogni trasparenza e concorrenza, consentendo alla Russia di aumentare la produzione di armi, missili, droni e tecnologie avanzate, come l’intelligenza artificiale o i mezzi di guerra cibernetica. La cooperazione esterna con il VPK russo mina l’efficacia delle sanzioni occidentali e rafforza la capacità del Cremlino di condurre una guerra ibrida su scala globale.

Il messaggio britannico: chi sostiene l’apparato militare russo mina la pace

Il Regno Unito ha chiuso il suo intervento ribadendo che ogni Stato membro dell’ONU ha la responsabilità di proteggere la pace. Continuare a fornire supporto, diretto o indiretto, al settore militare russo equivale a prolungare il conflitto e destabilizzare ulteriormente l’ordine internazionale. Solo una pressione economica coordinata e costante può spezzare il legame tra la guerra in Ucraina e l’industria bellica russa, aprendo la strada a una soluzione sostenibile.

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