Londra divisa sul supporto all’attacco Usa all’Iran: «Potrebbe essere illegale». Rischi di ritorsioni e possibili malcontenti.

19.06.2025 11:35
Londra divisa sul supporto all'attacco Usa all'Iran: «Potrebbe essere illegale». Rischi di ritorsioni e possibili malcontenti.

Il Dilemma Britannico sul Conflitto con l’Iran

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA – La situazione attuale sta mettendo a confronto la Gran Bretagna con una questione delicata: se e in quale modo partecipare a un possibile attacco orchestrato dagli Stati Uniti contro l’Iran. Questa incertezze sta creando tensioni all’interno del governo di Keir Starmer, il quale ha convocato il Cobra, il comitato per le emergenze, per discutere il da farsi. Per cercare di ottenere chiarimenti, il ministro degli Esteri, David Lammy, è partito per incontri urgenti negli Stati Uniti con il suo omologo Marco Rubio, riporta Attuale.

Le opzioni sul tavolo sono molteplici, con Donald Trump che potrebbe richiedere l’utilizzo delle basi militari britanniche, in particolare quella di Diego Garcia nell’Oceano Indiano. Questa base, recentemente soggetta a un controverso accordo di sovranità con Mauritius, è vista come un punto strategico da cui potrebbero decollare i bombardieri B2 Spirit, armati per attaccare il sito nucleare iraniano sotterraneo di Fordow.

Inoltre, anche la base di Akrotiri a Cipro potrebbe essere utilizzata come supporto logistico. Starmer si trova in una posizione complicata: deve navigare tra l’esigenza di mantenere buone relazioni con Trump dopo aver tentato di avvicinarsi agli Stati Uniti e la necessità di proteggere il personale britannico attualmente in Medio Oriente, in particolare quello in Iraq. Recentemente, Londra ha aumentato la presenza dei jet Typhoon a Cipro, preparandosi per eventuali sviluppi.

Il governo sta considerando quattro possibili scenari: rimanere del tutto fuori dal conflitto, offrire solo l’utilizzo della base di Diego Garcia, fornire un supporto materiale più consistente agli americani, oppure intervenire direttamente. Tuttavia, il procuratore generale Lord Hermer ha avvertito che la partecipazione a un attacco contro l’Iran potrebbe violare le leggi internazionali e ha suggerito che il Regno Unito dovrebbe concentrarsi su un sostegno di tipo “difensivo”. Le cicatrici lasciate dall’intervento in Iraq del 2003 sono ancora fresche nella memoria collettiva, una guerra che ha danneggiato gravemente la reputazione politica di Tony Blair.

Di conseguenza, è probabile che Londra opti per un sostegno limitato agli Stati Uniti, pur riconoscendo che, in un modo o nell’altro, il Regno Unito sarà coinvolto nel conflitto. Rispetto ad altri Stati europei, il Regno Unito mantiene una “relazione speciale” con gli Stati Uniti che, indipendentemente dai cambiamenti politici, prevale su altre considerazioni.

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