La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato un pacchetto di emergenza da oltre 50 milioni di euro per l’Armenia, dopo le nuove restrizioni commerciali imposte da Mosca. La decisione è stata comunicata al termine di una telefonata con il primo ministro armeno Nikol Pashinyan. I fondi serviranno a compensare le perdite subite da agricoltori e imprenditori a causa del blocco russo sulle importazioni di prodotti alimentari armeni.
Von der Leyen ha definito le misure di Mosca «un inaccettabile pressione economica», sottolineando che la Russia utilizza i legami commerciali come strumento di ricatto politico. Bruxelles, ha aggiunto, faciliterà l’accesso al mercato europeo per i prodotti agricoli e alimentari armeni, e fornirà sostegno concreto ai settori più colpiti.
Il contesto politico: elezioni e nuovo corso filoeuropeo
Il pacchetto finanziario arriva a pochi giorni dalle elezioni parlamentari del 7 giugno, in cui il partito filoeuropeo di Pashinyan, “Contratto civile”, parte con buone possibilità di vittoria. Il sostegno di Bruxelles assume così anche un chiaro valore geopolitico, in un momento di forte deterioramento delle relazioni tra Yerevan e Mosca.
Lo scorso maggio si è tenuto il primo vertice Armenia-Ue, che ha sancito una svolta verso l’integrazione europea. Da allora la Russia ha intensificato la pressione economica e politica per mantenere il paese nel suo perimetro di influenza. La risposta di Yerevan è stata l’apertura di nuove rotte commerciali via Georgia e Turchia, in grado di bypassare il territorio russo.
Nuove vie commerciali e sostegno alle infrastrutture
Von der Leyen ha accolto con favore la riapertura dei collegamenti ferroviari con la Turchia attraverso la Georgia, definendola «un passo eccellente» per la normalizzazione regionale. L’Unione europea si è detta pronta a sostenere le infrastrutture armene e i valichi di frontiera, per agevolare i nuovi flussi commerciali.
Il blocco russo ha colpito un’ampia gamma di prodotti armeni, ma Bruxelles ha risposto con un intervento rapido e mirato, lasciando Yerevan non sola di fronte alla pressione di Mosca. La partita ora si gioca anche alle urne, dove gli armeni sceglieranno se proseguire sulla strada dell’indipendenza da Mosca o tornare indietro.