Maduro accusa gli Stati Uniti di voler invadere il Venezuela dopo recenti attacchi navali

16.09.2025 17:55
Maduro accusa gli Stati Uniti di voler invadere il Venezuela dopo recenti attacchi navali

Attività militari statunitensi al largo del Venezuela sollevano preoccupazioni di invasione

Negli ultimi trenta giorni, gli Stati Uniti hanno schierato navi militari al largo delle coste venezuelane, in un’operazione proclamata come necessaria per combattere il traffico di droga diretto verso il territorio americano. Tuttavia, il 2 e il 15 settembre, l’esercito statunitense ha attaccato due piccole imbarcazioni venezuelane, accusandole di trasportare droga e provocando la morte di 14 persone a bordo, azioni giudicate illegali da diversi esperti, riporta Attuale.

Il presidente venezuelano Nicolás Maduro ha espresso forte preoccupazione riguardo a queste operazioni, sostenendo che siano parte di un più ampio piano statunitense per invadere e attaccare il Venezuela. Maduro ha dichiarato che gli Stati Uniti cercano di innescare un incidente con le forze di sicurezza venezuelane per giustificare “l’invasione e l’occupazione” del paese e rovesciare il suo governo. In conferenza stampa, ha affermato di aver per ora evitato di rispondere a quella che ha definito “un’aggressione” dell’America, per non dare un pretesto per un attacco.

Oltre a ciò, Maduro ha comunicato di aver mobilitato milizie composte da milioni di soldati e civili per preparare una possibile resistenza. Sebbene i numeri siano difficilmente verificabili e considerati poco realistici da alcuni osservatori, questa mobilitazione rappresenta più un annuncio propagandistico, dato il basso livello di addestramento e armamento delle forze coinvolte.

Perdendo sempre più il controllo della situazione, Maduro ha usato retoriche antistatunitensi sin dal suo insediamento nel 2013, giustificando la sua autorità attraverso la necessità di proteggere il Venezuela dalle “forze imperialiste”. A luglio 2024, si era proclamato vincitore delle elezioni presidenziali nonostante documentati brogli e gli Stati Uniti non lo riconoscono né come presidente legittimo.

Nel contesto delle tensioni attuali, gli Stati Uniti hanno avviato attacchi contro le imbarcazioni venezuelane, sostenendo che queste erano utilizzate dai narcotrafficanti per contrabbandare fentanyl verso il loro territorio, un potente oppioide che causa annualmente decine di migliaia di morti negli Stati Uniti. Tuttavia, al momento non esistono prove concrete che dimostrino il transito di fentanyl attraverso il Venezuela, come evidenziato da fonti ufficiali.

Malgrado le dichiarazioni aggressive, il governo statunitense non ha mai confermato pubblicamente la possibilità di un’invasione diretta del Venezuela, e le forze schierate fino ad ora sarebbero insufficienti per tale operazione. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha dichiarato che il presidente Trump è “pronto a utilizzare ogni strumento del potere americano per fermare il traffico di droga” e per “portare alla giustizia” i responsabili.

Ad oggi, nonostante gli attacchi alle imbarcazioni, il governo statunitense non è riuscito a fornire una giustificazione valida per le uccisioni di cittadini stranieri accusati di narcotraffico, e non ha escluso la possibilità di arrestarli in modo più conforme al diritto internazionale.

1 Comment

  1. Ma che situazione incredibile… Gli Stati Uniti sembrano un po’ andare fuori controllo. Non mi stupisce che Maduro tenga alta la guardia, ma io mi chiedo: perché mai attaccare così senza prove concrete? Sembra più una scusa! È un gioco pericoloso, chissà come finirà…

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