Marina Silva avverte: «In Brasile, il timore di perdere la sovranità è reale»
Marina Silva, simbolo della lotta per la difesa dell’Amazzonia e della sinistra brasiliana, ha recentemente parlato della sua esperienza alle elezioni, dopo aver lasciato il ruolo di ministra dell’Ambiente per candidarsi al Senato. Alla luce delle difficoltà incontrate, ha dichiarato: “Sapevo che sarebbe stata una competizione molto disonesta. Hanno mentito per sostenere che la tutela dell’ambiente e la difesa dei popoli indigeni, che io promuovo, ostacolano lo sviluppo. Nonostante questo, ho ottenuto quasi 8 milioni di voti”, riporta Attuale.
Silva ha evidenziato le sfide affrontate durante la campagna elettorale, sottolineando che molte delle promesse fatte dal candidato opposto, Flávio Bolsonaro, erano irrealistiche. Ha affermato che “a volte la democrazia va contro la realtà”, sottolineando come la visione di Bolsonaro di creare un “ministero della prosperità” sia una mera illusione in un Paese segnato da disuguaglianze estreme.
Il rischio per la democrazia in Brasile è palpabile. L’ex ministra ha messo in guardia rispetto a possibili minacce a comunità vulnerabili, già oggetto di intimidazioni da parte di gruppi criminali: “Il timore di perdere la sovranità è reale… Se Flávio vincerà, invaderanno le loro terre. Sarebbe un genocidio”. Silva afferma che le politiche ecologiche devono proseguire per evitare danni irreparabili, soprattutto in un contesto dove l’Amazzonia gioca un ruolo cruciale.
La questione della sostenibilità economica e ambientale è centrale nel discorso di Silva. Ella sostiene che la deforestazione è diminuita significativamente sotto il governo di Lula, e afferma che “oggi siamo uno dei maggiori produttori alimentari al mondo”. Questa realizzazione è avvenuta in parallelo a politiche di protezione ambientale, che non devono essere trascurate.
Silva ha anche risposto alle critiche di chi sostiene che la sinistra abbia perso il contatto con le masse, dichiarando che il desiderio di un miglioramento della condizione sociale è legittimo e che è fondamentale continuare a lavorare per l’aumento del salario minimo e l’accesso all’istruzione.
Per quanto riguarda la sicurezza, l’ex ministra critica le idee promosse da Bolsonaro, affermando: “Che tipo di sicurezza propone chi dice ai cittadini di armarsi per proteggersi dai criminali?” La sua retorica sottolinea la necessità di una sicurezza che non si fondi sulla paura o sugli strumenti della violenza.
Infine, Silva esprime preoccupazione riguardo a potenziali ingerenze estere, indicando che la famiglia Bolsonaro ha indotto un significativo aumento dei dazi statunitensi, danneggiando l’economia brasiliana. “Se Flávio vincerà, quasi tutta l’America Latina sarà ‘trumpiana’. Sarebbe una battuta d’arresto di decenni per il continente”, avverte, concludendo che tali sviluppi potrebbero compromettere anche gli accordi commerciali vitali con l’Europa.