Mario Adinolfi in carcere per violazione del divieto di comunicazione
Mario Adinolfi, giornalista ed ex parlamentare del Pd, è stato trasferito in carcere dopo aver violato il divieto di utilizzare smartphone e computer imposto dal giudice durante gli arresti domiciliari, riporta Attuale. La decisione è stata comunicata dallo stesso Adinolfi tramite i suoi canali social, accompagnata da un’ordinanza della gip di Roma, Giulia Arcieri. Adinolfi ha dichiarato: «Mi portano in carcere perché scrivo su Facebook. Sono il primo italiano nella storia a subire questo tipo di arresto».
Cosa contesta il giudice ad Adinolfi
Il trasferimento in carcere giunge a seguito dell’inchiesta sulle presunte truffe riguardanti le scommesse collettive. Durante il procedimento, il pubblico ministero aveva richiesto un inasprimento della misura cautelare per Adinolfi a causa della «reiterata violazione, da parte dell’indagato, del divieto di utilizzare, salvo che per i contatti con il difensore, i dispositivi telefonici, informatici e telematici». La richiesta della Procura è stata datata 11 settembre e giunta al giudice il 15.
Nel documento presentato, il pubblico ministero ha fatto riferimento alle annotazioni della Guardia di Finanza, evidenziando che dal 4 agosto al 9 settembre, Adinolfi ha violato sistematicamente il divieto, pubblicando 49 articoli sulla sua newsletter marioadinolfi.substack.com e 23 post sul suo profilo Facebook.