Maxi inchiesta su poliziotti infedeli: dati riservati venduti per profitto a Napoli

14.05.2026 06:35
Maxi inchiesta su poliziotti infedeli: dati riservati venduti per profitto a Napoli

Sequestro di dati personali a Napoli: poliziotti coinvolti in un’inchiesta su accesso abusivo ai sistemi informatici

C’era un tariffario. Preciso e metodico, un profilo Excel catalogava sei euro per spiare la posizione Inps, undici per scoprire se il Fisco considerasse qualcuno un evasore, venticinque per informazioni riservate legali. La Spectre napoletana, con sede principale a San Giorgio a Cremano, acquisiva illegalmente i dati personali di migliaia di cittadini e li rivendeva come merce al mercato. La Procura di Napoli, guidata dal procuratore Nicola Gratteri, ha smantellato un’”associazione per delinquere” dedita all’accesso abusivo a sistemi informatici, rivelando una rete clandestina di informazioni riservate vendute a un’ampia clientela, riporta Attuale.

Ottantacinque indagati, ventinove sottoposti a provvedimenti cautelari: quattro arrestati, sei agli arresti domiciliari e diciannove con obbligo di dimora. Il valore dei sequesti ammonta a un milione e trecentomila euro, oltre un milione e mezzo di intrusioni abusive documentate. Dieci società coinvolte in diverse città italiane. Il sistema operava tramite agenzie investigative e funzionari dell’Agenzia delle Entrate e delle Poste, i quali, con credenziali istituzionali, accedevano a banche dati sensibili come quelle delle forze dell’ordine e dei sistemi fiscali, estraendo informazioni sensibili come precedenti penali e dati reddituali.

Le vittime di questa attività illecita includono nomi noti: ex calciatori di Serie A, come i portieri Júlio César e Alex Cordaz, artisti come Alex Britti, icone come Lory Del Santo, e professionisti del calibro di Riccardo Benetello, Walter Bertin e Raffaella Luglini. I dati del Consiglio Supremo dell’Islam in Italia sono stati anch’essi compromessi.

I principali responsabili sono due agenti di polizia: il primo ha effettuato 730mila accessi non autorizzati, mentre il secondo ha raggiunto centotrentamila. A rendere la situazione ancor più incredibile è il foglio Excel che documenta i codici fiscali e i costi di ogni ‘servizio’ offerto. L’inchiesta napoletana è collegata a quella milanese nel caso Equalize, dove un poliziotto “infedele”, originario di Napoli, era in servizio presso la Dia di Lecce.

1 Comment

  1. Incredibile come i poliziotti possano scendere così in basso!!! E pensare che dovrebbero proteggere i cittadini… questi dati costano una fortuna e la gente magari non sa nemmeno che le loro informazioni sono in brutte mani. Che schifo!

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