Giorgia Meloni affronta situazioni di tensione interna e pianificazioni future
Roma, 7 ottobre 2025 – Durante le recenti manifestazioni, striscioni “inneggianti al 7 ottobre” sono emersi insieme a uno sciopero definito “pretestuoso”, mentre la premier Giorgia Meloni critica gli attacchi alla Cgil, sostenendo che l’organizzazione difende “più la sinistra che i lavoratori”. Meloni ha evidenziato l’assenza di “tensioni nella maggioranza”, argomentando che le elezioni regionali in Calabria confermano “che gli italiani guardano ai risultati del governo”, riporta Attuale.
In un’intervista a “Cinque minuti” su Rai1, la premier ha accolto con favore una nuova proposta di pace degli Stati Uniti per il Medio Oriente, definendola “molto articolata” e sottolineando l’importanza di un supporto unanime da parte del Parlamento. “E’ un percorso molto fragile, bisogna lavorarci con forza. L’Italia c’è,” ha affermato.
Meloni ha inoltre alertato sulla presenza di violenze già organizzate, sebbene non da parte degli organizzatori del corteo, esprimendo shock per uno striscione che inneggiava al terrorismo. Ha definito questa tesi “riduttiva” e ha invitato tutti a un richiamo alla responsabilità, aggiungendo che “non serve mettersi in pericolo e dare un alibi a chi la pace non la vuole”.
Parlando dello sciopero, ha sostenuto di non essere stata dura, ma che fosse chiaramente “pretestuoso”. Riguardo alle elezioni regionali, ha dichiarato che non c’è “nessun nervosismo nella maggioranza” e ha sottolineato come il centrodestra si sia affermato in dodici delle ultime sedici elezioni, ribadendo che gli italiani riconoscono i risultati raggiunti dal governo. “Questo governo ha come bussola l’interesse nazionale” ha aggiunto.
Tuttavia, Meloni ha espresso preoccupazione per il clima di crescente violenza e ha menzionato le ripetute minacce di morte di cui è stata vittima, suggerendo che tali attacchi verbali, come l’accusa di complicità in genocidio, mostrano una grave mancanza di responsabilità tra l’opposizione.
Inoltre, la premier ha chiarito che l’Italia non ha autorizzato nuovi invii di armi a Israele dopo il 7 ottobre, affermando che, al contrario, il nostro Paese ha mantenuto una posizione più rigida rispetto ad altre nazioni europee, come Francia e Germania.
Per quanto riguarda la legge finanziaria, Meloni ha espresso il desiderio di dare un segnale positivo al ceto medio, specialmente per le fasce con un reddito fino a 50mila euro. Ha sottolineato l’importanza di un’apertura a una platea più ampia e ha confermato che il governo sta valutando vari provvedimenti.
La premier ha anche affrontato la questione della giustizia, affermando che il referendum sulla separazione delle carriere rappresenta un’opportunità storica per “liberare la magistratura italiana” e ha anticipato che le norme sono condivise dalla maggioranza degli italiani.
Meloni ha discusso anche del costo dell’energia, esprimendo la necessità di trovare soluzioni per abbatterne il prezzo e ha evidenziato il successo del turismo, che ha visto un incremento significativo nonostante le polemiche attorno ad esso.
Infine, ha commentato sulle recenti accuse ricevute, incluso essere stata denunciata alla Corte Penale Internazionale per “concorso in genocidio”, affermando che è un caso unico nella storia.