Liste di attesa in miglioramento: oltre 2 milioni di prenotazioni in più nel 2026
Roma, 22 ottobre 2026 – I tempi delle liste di attesa per visite specialistiche ed esami diagnostici stanno migliorando nei primi nove mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025. “Si consolida il miglioramento rispetto al 2025″, con “oltre 2 milioni di prenotazioni in più entro i tempi previsti”, emerge dal primo bollettino trimestrale dell’Agenas sulle liste d’attesa aggiornato al 30 settembre, presentato oggi a Roma, riporta Attuale.
Malgrado i progressi, persistono prenotazioni fuori i tempi di garanzia, che arrivano a 4 milioni, evidenziando che ci sono “margini di miglioramento, in particolare per gli accertamenti endoscopici e per alcune visite specialistiche,” spiega Tanese.
Nei primi 9 mesi del 2026, le prenotazioni complessive sono passate da 19,7 milioni nel 2025 a 21,8 milioni nel 2026, “con un incremento di oltre il 10%.” Crescono le prime visite specialistiche, da 11,3 a 12,3 milioni (+8,3%), e gli esami diagnostici, da 8,4 a 9,5 milioni (+13,3%). Questo aumento “corrisponde a un miglioramento del rispetto dei tempi di garanzia.” La percentuale delle prime visite aumenta dal 76,9% al 78,6%, mentre per gli esami diagnostici cresce dall’83,3% all’85%. In termini assoluti, le prime visite specialistiche entro i tempi previsti passano da 8,7 a 9,6 milioni, con un incremento di circa 935mila prestazioni. Inoltre, gli esami diagnostici aumentano da 7 a 8,1 milioni, corrispondendo a circa 1,1 milioni di accertamenti aggiuntivi rispettando i tempi di garanzia.
“Il quadro nazionale è complessivamente positivo, sebbene persistano differenze tra i territori: 6 Regioni confermano una elevata percentuale di rispetto dei tempi massimi di garanzia già raggiunti nel 2025 (Basilicata, Campania, Lazio, Marche, Toscana, Veneto); 8 Regioni registrano un rispetto dei tempi tra l’80% e l’89%, con miglioramenti in Emilia-Romagna, Friuli-Venezia-Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte e P.A. Trento; 4 Regioni hanno un rispetto dei tempi tra il 70% e il 79%, tra cui Abruzzo e Sardegna migliorano, mentre PA di Bolzano e Sicilia peggiorano; 3 Regioni segnalano un rispetto dei tempi inferiore al 70% (Puglia, Umbria e Valle d’Aosta), ma in questo gruppo tutte le regioni mostrano un miglioramento.”
Secondo il dg di Agenas Angelo Tanese, “dalle Regioni emergono anche buone pratiche da adottare. Le Marche e la Provincia di Trento hanno introdotto l’utilizzo dell’IA per analizzare le prescrizioni. Nelle Marche, questo avviene quotidianamente per verificare la coerenza tra quesito diagnostico, prestazione, tipo di accesso e classe di priorità. Senza l’IA sarebbe difficile effettuare questo lavoro. Anche Trento ha sviluppato un prototipo di IA con la Fondazione Kessler per armonizzare le disparità di quesiti e terminologia in cluster più appropriati. Diverse Regioni hanno manifestato interesse a utilizzare questi sistemi; auspichiamo che tali azioni possano contribuire a una maggiore efficienza del sistema e a una maggiore equità.”