Sally Rooney ritira i suoi libri dal Regno Unito: inizia il dibattito sulla libertà di espressione

22.10.2026 17:35
Sally Rooney ritira i suoi libri dal Regno Unito: inizia il dibattito sulla libertà di espressione

Controversia su Sally Rooney: Intellettuali chiedono ritiro della legislazione anti-terrorismo

La celebre scrittrice irlandese Sally Rooney ha ritirato i suoi libri dal mercato britannico a causa delle preoccupazioni legate alla legislazione anti-terrorismo. Questa decisione ha suscitato una notevole polemica, con una crescente attenzione da parte di intellettuali e critici letterari, che hanno lanciato un appello pubblico in sua difesa, riporta Attuale.

In un’iniziativa pubblicata sulla copertina del settimanale New Statesman, noti scrittori come Zadie Smith, Julian Barnes e Arundhati Roy hanno firmato una lettera che sostiene Rooney, dichiarando: «I suoi libri devono essere disponibili al pubblico». L’appello critica l’«affronto ai principi basilari della libertà di parola e di espressione», sottolineando che il ritiro dei suoi lavori è una conseguenza di «una mal concepita e draconiana legislazione anti-terrorismo».

Rooney aveva già dichiarato in precedenza di voler devolvere i proventi dei suoi diritti d’autore a Palestine Action, un gruppo la cui attività ha portato alla sua classificazione come organizzazione terroristica da parte del governo britannico. Questa scelta ha spinto la casa editrice a sospendere la vendita dei suoi libri per evitare potenziali violazioni della legge.

Le reazioni sono state immediate: molti hanno interpretato la decisione di Rooney come una manovra pubblicitaria per attirare l’attenzione sulla causa di Palestine Action e per incrementare le vendite a livello globale. L’appello degli intellettuali, tuttavia, ha chiesto un cambiamento della legislazione anti-terrorismo, ritenuta responsabile di questa situazione assurda e repressiva.

Ciononostante, mancano firme importanti nell’appello, come quelle di Elif Shafak e Salman Rushdie, che hanno vissuto esperienze dirette di censura e persecuzione. La loro assenza solleva interrogativi sulle vere motivazioni e sull’autenticità della richiesta di sostegno verso una figura come Rooney, che è percepita da alcuni come una «martire» autoproclamata della censura.

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