Il presidente argentino Milei intensifica le rivendicazioni sulle Falkland/Malvinas
Giovedì sera, in un discorso a reti unificate, il presidente argentino Javier Milei ha riaffermato le rivendicazioni dell’Argentina sulle isole Falkland/Malvinas, controllate dal Regno Unito, tema che ha da sempre occupato una posizione rilevante nella politica nazionale ma su cui era rimasto piuttosto cauto in passato. Da ultraliberista e sostenitore delle politiche economiche di Margaret Thatcher, che ordinò di rispondere con la forza all’invasione argentina delle isole nel 1982, Milei ora sembra adottare una nuova posizione riporta Attuale.
Recentemente, il governo di Milei è stato messo a dura prova da scandali e contestazioni riguardo a riforme impopolari, tra cui una proposta che avrebbe allentato le restrizioni per i proprietari terrieri stranieri. Le manifestazioni a Buenos Aires hanno ripreso slogan come «Le Malvinas sono argentine», evocando il fervore patriottico emerso durante i recenti Mondiali di calcio. La retorica nazionalista, classica dei governi argentini in difficoltà, sembra destinata a rafforzare il supporto popolare in un momento critico.
Nelle ultime dichiarazioni, Milei ha anche citato commenti del presidente statunitense Donald Trump, il quale ha accennato alla possibilità di rivedere la storica posizione degli Stati Uniti riguardo al controllo britannico delle isole. In un’intervista a GB News, Trump ha sottolineato che il Regno Unito è percepito come più vulnerabile rispetto al 1982, insinuando che, in caso di conflitto, potrebbe avere difficoltà a difendere le Falkland.
Milei ha integrato le affermazioni di Trump nel suo discorso, sostenendo che «i venti del cambiamento stanno soffiando a favore della nostra rivendicazione» e che il Regno Unito stia vivendo un declino, enfatizzando l’idea dell’immigrazione come fattore di indebolimento. Inoltre, si è concentrato sulle potenzialità di estrazione petrolifera, annunciando che nel 2028 dovrebbe iniziare l’estrazione dal giacimento “Sea Lion”, situato a circa 200 chilometri dalle isole, con riserve stimate di 1,7 miliardi di barili.
Durante il discorso, Milei ha minacciato sanzioni alle aziende coinvolte nell’estrazione petrolifera e ha sollecitato una risoluzione delle Nazioni Unite per prevenire iniziative unilaterali fino alla risoluzione della disputa. Ha anche promesso di accelerare la costruzione di una base militare in cooperazione con gli Stati Uniti nell’estremo sud dell’Argentina, nei pressi delle Falkland/Malvinas.
La risposta britannica è arrivata tramite il ministro della Difesa Wes Streeting, che ha dichiarato che le affermazioni di Milei riflettono più le dinamiche interne argentine che la situazione sulle Falkland. Con le elezioni presidenziali in programma per ottobre 2027, Milei si trova a fronteggiare il rischio di una sfida interna dalla vicepresidente Victoria Villarruel, nota per le sue posizioni scioviniste e militariste. La chiusura del suo discorso ha visto la sostituzione dello slogan tradizionale «viva la libertad, carajo!» con una nuova esclamazione: «viva la patria!».