Accordo di tregua tra Russia e Ucraina: tre giorni di pausa per le capitali Mosca e Kiev
DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE
NEW YORK – Vladimir Putin ha annunciato una tregua della durata di tre giorni dal 6 all’8 settembre, limitata alle capitali Mosca e Kiev. Tuttavia, la decisione arriva in un contesto di intensi attacchi militari russi in Ucraina, inclusi bombardamenti significativi sugli aeroporti. Questo riporta Attuale.
Il presidente russo ha espresso una certa cautela durante un incontro con Steve Witkoff e Jared Kushner, emissari dell’ex presidente Donald Trump, affermando che la situazione da gestire “non è semplice”. Le preoccupazioni sulla sicurezza e la possibilità di un intervento americano in Ucraina hanno spinto i mediatori a tentare di stabilire un accordo di pace.
Zelensky ha reagito alla situazione affermando che la tregua proposta da Putin è solo una risposta alla crescente tensione legata ai preparativi americani, mentre gli aeroporti civili rimangono chiusi. Nonostante il bombardamento notturno, Zelensky ha comunicato su X che non intende ostacolare i tentativi diplomatici e che attenderà la settimana successiva per un’eventuale rappresaglia aerea. Tuttavia, Putin ha rifiutato l’idea di una tregua più estesa, come richiesto dagli ucraini.
Quest’incontro al Cremlino rappresenta il primo viaggio di Witkoff e Kushner a Kiev, e necessitava di attenzione particolare, con report che suggerivano che Witkoff avesse sviluppato timori riguardo alla sicurezza nella capitale ucraina. In precedenza, l’inviato di Trump aveva già incontrato Putin in altre otto occasioni, ma questa volta l’atmosfera è carica di aspettative per un possibile progresso nella mediazione.
Nonostante questo, le aspettative rimangono basse tra gli ucraini riguardo ai risultati tangibili. Putin sembra prepararsi a una campagna militare invernale, mirata a consolidare il suo dominio sulle regioni contese. Venerdì, Trump ha dichiarato che i suoi emissari presenteranno una proposta per porre fine alla guerra; tuttavia, i contenuti rimangono sconosciuti. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha smentito che ci siano nuove idee e ha ribadito che la Russia continuerà a sollecitare il ritiro delle truppe ucraine da Donetsk e Luhansk, una richiesta che Kiev ha già respinto.
Le reazioni alle manovre diplomatiche variano: sostenitori di Trump vedono questo viaggio come potenzialmente storico, mentre critici affermano che l’iniziativa serve principalmente come strumento di comunicazione per annunciare progressi all’Assemblea Generale dell’Onu a settembre.
Ma che assurdità! Tre giorni di tregua mentre gli attacchi continuano… Sembra più una mossa strategica che un vero desiderio di pace. E chi crede a Putin? Siamo proprio messi male, speriamo almeno che qualcuno sappia gestire questa situazione.