Militare aggredisce l’ex compagna in aula a Udine dopo condanna per lesioni

12.09.2026 22:15
Militare aggredisce l’ex compagna in aula a Udine dopo condanna per lesioni

Attacco in aula, militare arrestato dopo aver aggredito l’ex compagna

Udine, 12 settembre 2026 – Un uomo ha colpito più e più volte l’ex compagna alle gambe e al collo con un frammento di plastica appuntito ricavato da un righello. L’aggressione è avvenuta nell’aula del tribunale di Udine subito dopo che il giudice gli aveva inflitto sei mesi di reclusione con pena sospesa per lesioni ai danni della 35enne, nonostante lei fosse seduta dall’altra parte dell’aula, accanto alla viceprocuratrice Alessandra D’Aversa, riporta Attuale.

L’intervento tempestivo di un carabiniere e un poliziotto presenti in aula come testimoni in un altro processo ha permesso di fermare Agostino Di Novo, 40 anni, militare dell’esercito, che è stato arrestato in flagranza e attualmente si trova in carcere.

L’ARRESTO IN FLAGRANZA

L’oggetto utilizzato per colpirla è un coordinatometro militare, una sorta di righello per la misurazione cartografica, che è stato spezzato in due, secondo quanto dichiarato dalla difesa. Il pubblico ministero Giorgio Milillo procede per tentato omicidio, minaccia, porto abusivo di arma per offendere e interruzione di servizio pubblico. È stata contestata anche la premeditazione, poiché si sospetta che il righello fosse stato preparato appositamente per l’aggressione.

La giudice per le indagini preliminari Giulia Pussini ha convalidato l’arresto e la misura cautelare. La 35enne è stata soccorsa dal personale della Sores e trasportata in pronto soccorso per le ferite riportate al collo e alle gambe, che si stimano non gravi. Un impiegato del tribunale ha intervenuto durante l’aggressione per allontanare la donna, portandola nella camera di consiglio e sbarrando la porta. L’uomo è stato ammanettato dal carabiniere per le minacce proferite contro la vittima anche dopo essere stato bloccato. L’avvocato di Di Novo, Igor Cigliani, ha dichiarato all’agenzia di stampa La Presse: “Ho parlato brevemente col mio assistito, era ancora sotto choc, ha detto che non era sua intenzione uccidere nessuno.

MOMENTI DI TERRORE

I testimoni del fatto descrivono un’atmosfera di tensione elevata: “Avrebbe potuto uccidere la signora – ha raccontato un testimone all’agenzia Ansa – Abbiamo vissuto momenti di grande apprensione in aula; fortunatamente, l’uomo ha perso l’impugnatura dell’oggetto nel momento in cui ha colpito l’ex al collo, e questo ha probabilmente contribuito a evitare che l’aggressione potesse trasformarsi in una tragedia ben peggiore.”

LA CONDANNA PER LESIONI

I fatti risalgono al 10 settembre scorso. Nel processo in cui è stato condannato con pena sospesa, il militare era accusato, tra l’altro, di aver afferrato per le braccia e spintonato la compagna nel tentativo di allontanarla dalla propria abitazione. Ieri si è tenuta l’udienza di convalida dell’arresto dinanzi al giudice delle indagini preliminari. In tribunale erano presenti anche il padre e la sorella dell’uomo, che hanno consultato il legale prima della decisione del giudice, il quale ha deciso di mantenere l’uomo nella casa circondariale di Udine, dove era stato trasferito nel primo pomeriggio di giovedì. “Ha reso le sue dichiarazioni, è scosso per l’accaduto. Non era sua intenzione di fare del male alla vittima. Gli è stata contestata anche la premeditazione. Il pm ha chiesto la custodia in carcere; io ho chiesto i domiciliari nella casa dei genitori in Sicilia,” ha spiegato l’avvocato nella mattinata di sabato.

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