Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo, muore dopo un tragico volo
Roma, 12 settembre 2026 – La Procura di Velletri ha sequestrato l’abitazione di Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo. La donna domenica scorsa si è lanciata dal palazzo dove viveva ad Ariccia ed è morta giovedì in ospedale a Roma a causa delle ferite riportate. L’iniziativa degli inquirenti è stata presa dopo un sopralluogo a cui hanno partecipato anche i carabinieri e durante il quale è stato sequestrato un secondo cellulare che verrà analizzato. Nell’appartamento verranno effettuati ulteriori rilievi. I pm – che procedono contro ignoti – all’inizio della prossima settimana ascolteranno il compagno che era l’unico presente in casa al momento del tragico volo, riporta Attuale.
L’obiettivo degli inquirenti è quello di chiarire, di non lasciare alcuna ombra, sulle ultime ore di vita della 35enne che dal 2018 era uscita dal programma di protezione. Come da prassi il fascicolo è stato aperto per istigazione al suicidio. Una fattispecie che rende possibile una serie di accertamenti oltre all’autopsia che è stata svolta venerdì. Gli inquirenti hanno i due cellulari della donna per verificare gli ultimi contatti avuti dalla 35enne prima della tragedia.
La madre di Denise, Lea Garofalo, aveva deciso di sfidare la ‘ndrangheta collaborando con i magistrati ed era stata uccisa nel 2009. A toglierle la vita l’ex compagno e padre di Denise, Carlo Cosco, con altri complici della cosca calabrese. Il marito aveva organizzato un piano convincendola a lasciare il programma di protezione a cui era sottoposta assieme alla figlia allora adolescente. Lea venne attirata a Milano con un inganno e lì ammazzata, bruciata e fatta pezzi non lontano da Monza.