Ministro Piantedosi: preoccupazione per attacchi informatici ai frigoriferi in Europa

03.11.2026 22:05
Ministro Piantedosi: preoccupazione per attacchi informatici ai frigoriferi in Europa

Attacchi informatici ai supermercati europei: l’Italia si prepara a rispondere

Roma, 3 novembre 2026 – Tenere bassa la temperatura della tensione, anche perché ad alzare quella dei frigoriferi ci hanno già pensato gli hacker. Nell’era delle minacce ibride, la paura passa anche dal freezer. A Palazzo Chigi, all’indomani dell’ondata di attacchi informatici che ha colpito i sistemi di refrigerazione dei supermercati in vari Paesi Ue, Italia compresa, la parola d’ordine è evitare allarmismi. L’attenzione resta però “massima”, per evitare che gli episodi si moltiplichino e trasformino una minaccia per ora circoscritta in un allarme rosso. Preoccupato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che teme una ‘regia’ europea, riporta Attuale.

Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano riunisce i vertici dell’Agenzia per la cybersicurezza e dei servizi di intelligence, oltre al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, per fare il punto sugli attacchi che hanno mandato in tilt frigoriferi e congelatori, con temperature fino a 50 gradi in poche ore. In alcuni esercizi, quintali di alimenti sono finiti tra i rifiuti, con danni per migliaia di euro.

Dai primi accertamenti, riferisce Palazzo Chigi, l’impatto risulta “al momento fortemente limitato”: colpite “poche unità commerciali”, per lo più con sistemi di sicurezza obsoleti, interfacce esposte a Internet e carenze nell’autenticazione. Gran parte della filiera dispone invece di protezioni aggiornate, “in grado di respingere intrusioni malevole”. La Presidenza del Consiglio precisa che “non è emerso alcun caso di rischio per la salute dei cittadini riconducibile a fenomeni di scongelamento”. Le anomalie vengono segnalate dall’Acn ai Nas. Nessun allarme, dunque, ma la soglia di guardia resta alta.

Rimane da chiarire la matrice dell’operazione. “Confidiamo di vederci più chiaro in breve tempo”, dice Piantedosi da Torino, ipotizzando “un’iniziativa coordinata a livello europeo da parte di qualcuno che ha un contenuto di ostilità evidente”. Fonti qualificate vicine al dossier invitano alla cautela: è “prematuro” attribuire l’attacco a un mandante. Dalla riunione con Mantovano, è emerso che gli episodi in Italia sono stati assai più contenuti rispetto a quelli registrati altrove, a partire dalla Francia nelle scorse settimane: poche le strutture colpite, piccole e non appartenenti alle grandi catene, con protezioni vulnerabili. La rete nazionale può invece contare su difese generalmente elevate e aggiornate: “L’eco mediatica ha superato la portata degli episodi”.

Il confronto tra Acn e vertici del settore punta a un tavolo permanente per allineare gli operatori sulla gestione degli incidenti e sull’aggiornamento dei sistemi. Se i grandi soggetti hanno infrastrutture digitali al passo coi tempi, le realtà più piccole restano spesso l’anello debole. L’Agenzia ha chiesto di aggiornare tutti i sistemi e segnalare tempestivamente anomalie che possano diventare fenomeni diffusi. In passato, viene spiegato, “molte imprese evitavano di denunciare gli attacchi per timore di danni d’immagine”. Il clima è cambiato, osservano le fonti, ma in tema di prevenzione e procedure da seguire c’è ancora tanto da fare.

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